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Paternità

Timperi chiede più diritti per i papà separati

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Pubblicato il: 13-09-2016

Un padre che vorrebbe semplicemente fare il padre: il giornalista e conduttore voce dei tanti uomini divorziati penalizzati come genitori.

Timperi chiede più diritti per i papà separati © Rete

Sanihelp.itLa legge sull’affido condiviso è un fallimento, secondo Tiberio Timperi. Il giornalista ne ha parlato in questi giorni in un’intervista sul quotidiano Il Giorno, in base alla propria personale esperienza di genitore divorziato. «Io volevo che mio figlio andasse in una scuola pubblica, la madre in una privata, alla fine il giudice ha deciso per una terza. Per denunciare queste e altre disfunzioni ho intenzione di chiedere un incontro al ministro della giustizia Andrea Orlando».

Già da alcuni anni, infatti, sta conducendo una battaglia per i diritti dei padri separati: nel 2012 ha anche pubblicato Nei tuoi occhi di bambino (edizioni Longanesi), un romanzo toccante, in cui ne racconta la difficile realtà. «La mamma è sempre buona, mentre il padre è colpevole a prescindere. La paternità è rilevante solo a livello finanziario, il padre è il socio di maggioranza senza diritto di voto. Le decisioni dei giudici spesso escludono la figura paterna, che però è importantissima nel delineare le regole educative. Se si cancellano i padri non meravigliamoci della società malata che abbiamo oggi».

Timperi ha delle richieste ben specifiche in mente: « Chiederei al governo Renzi oltre che i patti prematrimoniali anche l'obbligo di rendicontazione. Io do 2500 euro al mese per il mantenimento di mio figlio, ma non so come vengono spesi. Vorrei chiedere che i giudici che si occupano di diritto di famiglia fossero specializzati, preferibilmente non divorziati e non tutte donne. Ogni tanto nelle aule di giustizia vorrei incontrare anche qualche uomo. In tribunale mi sento, in quanto maschio, ontologicamente colpevole».

Un paio di anni fa ha rinunciato a condurre la trasmissione Verdetto Finale, per avere passare più momenti con il figlio, sfruttando il poco tempo che gli è concesso. «Ogni mese un figlio trascorre 23 giorni con la madre e 8 col padre: che possibilità c' è per un uomo di stabilire un rapporto profondo con il figlio? Vorrei una più equa ripartizione dei tempi» è la sua ultima richiesta.



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Il Giorno

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