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Dalla montata lattea alla postura durante la poppata

Allattamento al seno: 10 cose da ricordare

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Pubblicato il: 11-10-2016

In occasione della Settimana mondiale per l'allattamento è stato divulgato un decalogo prezioso per mamme e addetti ai lavori.

Allattamento al seno: 10 cose da ricordare © Thinkstock

Sanihelp.it - Nei primi giorni di vita il 90% delle italiane comincia ad allattare al seno il neonato, alla dimissione dall’ospedale la percentuale scende al 77% per poi crollare al 31% a 4 mesi e solo il 10% continua oltre i 6 mesi. I motivi? Alcune non si sentono all’altezza, temono di non avere abbastanza latte, la stanchezza e lo stress dopo il parto possono giocare a sfavore. Per alcune il motivo è il ritorno al lavoro.

Indurre un atteggiamento favorevole all’allattamento al seno e favorirne la scelta consapevole e attiva è l'obiettivo della Settimana mondiale per l’allattamento materno, che ogni anno si celebra la prima settimana di ottobre.

Nei mesi scorsi alcune società scientifiche hanno sottoscritto un documento che offre dei riferimenti professionali precisi. Tra le azioni più concrete c'è il progetto Baby Pit Stop, una mappatura, consultabile attraverso un’App da scaricare sullo smartphone, che permette a ogni mamma di verificare qual è il posto più vicino e raccomandato dove fare una sosta per allattare. La Società italiana di neonatologia ha anche messo a punto un decalogo per le mamme.

1. Informarsi bene. L’informazione viene condotta attraverso incontri in piccoli gruppi, coinvolgendo anche le persone della famiglia, che possono influenzare la decisione materna, quali il partner e/o le nonne. 

2. Il primo contatto mamma-bambino facilita il bonding (legame) e crea le condizioni affinché la prima poppata al seno avvenga nelle prime ore di vita del bambino. Occorre individuare la posizione più idonea durante la poppata, come quella sotto braccio, detta anche a presa da pallone da rugby. 

3. Allattare a richiesta, senza limiti di numero e durata delle poppate, cogliendo i segni precoci di ricerca del seno (fame), più che attendere il pianto come espressione di appetito. Eventuali piccole aggiunte vanno prescritte solo previa valutazione delle condizioni del bambino, dell’entità del calo di peso: la prima scelta di integrazione deve sempre ricadere sul latte materno estratto.

4. Il ciuccio: va evitato durante tutto il periodo in cui l’allattamento deve consolidarsi. L’eventuale offerta va presa in considerazione a partire dalla 3°-4° settimana di vita.

5. Il latte formulato deve essere impiegato solo in quei casi in cui c’è assenza di latte materno o è riscontrata una patologia della madre per cui è sconsigliato l’allattamento o per rispetto della volontà materna.

6. Banche del latte: il latte umano donato rappresenta la prima scelta nutrizionale subito dopo quello della propria madre. Rispetto alla alimentazione con formule, nei pretermine, il latte umano riduce l’incidenza di enterocolite necrotizzante e migliora la tolleranza alimentare; contribuisce alla riduzione delle sepsi e altre infezioni, previene lo sviluppo di ipertensione arteriosa e insulino-resistenza in età adulta. 

7. Alimentazione della mamma: deve soddisfare tutti fabbisogni, in particolare quelli energetici, proteici e di calcio. Bastano 500 calorie al giorno in più; non serve eliminare particolari alimenti per prevenire le allergie, né è documentato che alcuni cibi o liquidi possano far aumentare la produzione di latte. Sconsigliata la dieta vegetariana o vegana: se non è ben bilanciata, mette a rischio di carenza di vitamina B12 il piccolo. 

8. Pretermine. I criteri per stabilire quando il neonato può iniziare a succhiare al seno sono grossolani: raggiungimento di un peso postnatale, di una certa età postconcezionale, del conseguimento della capacità di alimentarsi al biberon. Più affidabile è il criterio della stabilità delle condizioni cliniche, accompagnata da movimenti della lingua e della bocca, anche in assenza di una provata abilità a succhiare e a deglutire. 

9. L’empty breast. Per facilitare l’attacco al seno del neonato prematuro si spreme la mammella prima della poppata integrando eventualmente con il latte spremuto. Un sistema efficiente di spremitura può essere manuale, meccanico o combinato. Utile che la madre tenga un diario come strumento di autocontrollo sulle quantità di latte spremuto e sul numero di sedute di spremitura.

10. I falsi miti. Se durante l’allattamento si formano lesioni del capezzolo, si può dare al bimbo il proprio latte estratto. In caso di malattie debilitanti, come influenza, diarrea, coliche, infezioni urinarie, la decisione se sospendere o meno l'allattamento spetta alla mamma. Sfatiamo anche il luogo comune che bere tanto (o bere la birra) aiuti a produrre più latte. L’allattamento non comporta un calo del visus e non va proibito alle madri con miopia o altre patologie oculari. La dipendenza del bambino da sua madre non va confusa con l’autonomia del bambino, che non ne risulta compromessa.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SocietÓ Italiana di Neonatologia

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