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Polmonite: il vaccino riduce rischio fino al 70%

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Pubblicato il: 12-10-2016
Polmonite: il vaccino riduce rischio fino al 70% © Thinkstock

Sanihelp.it - Sono ben 13 i ceppi batterici contro cui è attivo il nuovo vaccino anti-pneumococco: un ampio spettro d’azione che si traduce in un’efficacia più marcata dove c’è maggior bisogno di protezione.

Secondo gli ultimi dati, nella popolazione generale il pericolo di polmonite grave viene ridotto del 45% ma in chi è ad alto rischio, per esempio perché anziano o malato di una patologia respiratoria, l’effetto protettivo arriva al 70%.

Per questo gli esperti riuniti per il XVII congresso nazionale della Società Italiana di Pneumologia consigliano di vaccinarsi a tutti i malati di asma, broncopneumopatia cronica e simili: tuttora la polmonite colpisce ben 200mila italiani ogni anno, provocando 10mila decessi. Il nuovo vaccino è molto efficace e ben tollerato. Uno studio condotto su circa 84500 anziani ha dimostrato un’efficacia dal 45 al 70% nel prevenire le polmoniti gravi, con un effetto evidente nei sottogruppi di malati più a rischio come i soggetti con malattie respiratorie.

Il vaccino anti-pneumococcico non è l’unico raccomandato dagli esperti agli individui con patologie respiratorie: anche l’antinfluenzale è vivamente consigliabile ma tuttora troppo pochi la scelgono, visto che solo un over 65 su due per esempio si vaccina e siamo ben lontani dal 75% di copertura che sarebbe auspicabile (dato ISS). Le conseguenze possono essere serie e ogni anno, purtroppo, si registrano ancora decine di morti da influenza (nel 2014/2015 furono 160, nel 2015/2016 sono stati 39).

L’antinfluenzale è necessaria per tutti i malati di patologie respiratorie. Più fragili di fronte all’influenza, hanno un maggior rischio di sviluppare complicazioni che possono essere facilmente evitate vaccinandosi. Lo scorso anno il 76% dei casi gravi e il 63% dei decessi segnalati presentava almeno una patologia cronica preesistente per la quale la vaccinazione antinfluenzale viene raccomandata: appena il 9% dei casi di influenza grave che hanno richiesto il ricovero e rischiato la vita invece si era vaccinato (dato Ministero Salute). Significa che il vaccino quasi azzera la probabilità di conseguenze serie a seguito dell’influenza.

Quest’anno sarà possibile vaccinarsi da metà ottobre a fine dicembre e il vaccino conterrà un nuovo ceppo A H3N2 e una variante del ceppo B, assieme a un ceppo A H1N1. Il vaccino è raccomandato a tutti i malati di patologie respiratorie croniche e agli over 65, perché in questi casi il rischio di complicanze è molto alto.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
XVII Congresso nazionale della SocietÓ Italiana di Pneumologia

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