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Dialisi in vacanza: ecco come fare

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Pubblicato il: 28-06-2005

In passato la dialisi significava incapacità di spostamento, quindi niente vacanze o viaggi. Ma oggi le cose sono cambiate, come ci spiega il professor Diego Brancaccio.

Sanihelp.it - Come è noto, gli uremici cronici devono sottoporsi periodicamente a trattamento emodialitico per sostituire la funzione renale.  
Ma lo scopo della dialisi non è solo quello di allungare la vita, ma anche di migliorare la qualità di vita dei pazienti.  
 
Questo significa che l’efficacia della terapia si misura anche sulla possibilità per il paziente di svolgere una vita pressoché normale, e quindi di poter viaggiare e fare vacanze.  
 
Quali sono i disagi e le difficoltà di spostamento per un paziente dializzato e come si possono risolvere per permettere a questi individui di andare in vacanza?  
 
Risponde il professor Diego Brancaccio, Vicepresidente della Fondazione Italiana del Rene:  
 
«All’80% dei pazienti viene praticata emodialisi tre volte alla settimana, con una durata di circa quattro ore per ogni seduta. La vita di un dializzato è quindi attaccata a una macchina con un ritmo preciso, e ciò rende difficile un progetto di vacanza più lungo di un week end.  
 
Tuttavia, oggi esistono nuove possibilità grazie ai Centri Dialisi per Vacanze, per lo più privati, ma convenzionati con il SSN, gestiti da équipe di medici esperti e distribuiti in tutta la penisola.  
La dialisi va prenotata per tempo e l’arrivo del paziente deve essere preceduto da documentazione adeguata. E si può anche eseguire dialisi in crociera».  
 
Buone notizie anche per la dialisi peritoneale: in questo caso la soluzione è ancora più a portata di mano, nel vero senso della parola, come spiega il professor Brancaccio:  
 
«È vero che la dialisi peritoneale prevede quattro-cinque scambi al dì per sette giorni la settimana, e quindi il paziente è occupato tutti i giorni, ma in questi casi viene portato il materiale necessario al proprio domicilio, e si può effettuare la dialisi comodamente da casa.  
Così il paziente può caricare l’auto con alcune sacche e andare in vacanza con una provvista per alcuni giorni».  
 
E se si pensa che il materiale può persino essere consegnato al domicilio della vacanza, non ci sono più davvero limiti (neanche di tempo) alle possibilità di vacanza in dialisi.  
 
Dunque se è vero che una vacanza in dialisi va incontro a oggettive difficoltà, è altrettanto vero che oggi esistono possibilità impensabili fino a una ventina di anni fa.  
 
«Il vero problema», conclude il professore, «è quello delle prenotazioni tempestive: si consiglia pertanto di prenotare con almeno un paio di mesi di anticipo».  
 
Per maggiori informazioni su vaccinazioni, farmacia da viaggio e altri consigli utili, visita la sezione Viaggi di Sanihelp.it !


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Redazione Sanihelp.it

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