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Chirurgia

Primo trapiantato al pene diventerà padre

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Pubblicato il: 25-10-2016

Operato nel 2015 in seguito all'amputazione dovuta a un intervento andato male, il giovane ha recuperato la piena funzionalità.

Primo trapiantato al pene diventerà padre © Thinkstock

Sanihelp.itA dicembre 2015, in Sudafrica, l’urologo Andrè Van Der Merwe ha portato a termine un trapianto di pene, il primo avvenuto con successo. Al paziente, un ragazzo di 21 anni, era stata amputato l’organo tre anni fa, per complicazioni dopo una circoncisione: i medici erano riusciti a salvarne soltanto un centimetro, compromesso da un’infezione dovuta all’uso di strumenti rudimentali e non adeguatamente sterilizzati per l’operazione.

L’organo da trapiantare è stato prelevato da cadavere e l’intervento microchirurgico è durato 9 ore. È stato lo stesso urologo che lo ha realizzato a testimoniarlo durante l’ultimo congresso nazionale della Società Italiana di Urologia (SIU) tenutosi a Venezia, che aveva Van Der Merwe tra gli ospiti d’onore. «Il tessuto cavernoso umano responsabile dell’erezione è estremamente delicato e complesso» ha commentato Vincenzo Mirone, segretario generale SIU. «Le tecniche usate da Van Der Merwe e colleghi sono molto simili a quelle impiegate per il trapianto di faccia: la vera sfida è riuscire a unire tra loro vasi e nervi del diametro inferiore ai 2 millimetri».

Il paziente non ha ancora recuperato la sensibilità completa, proprio perché i nervi sensoriali sono estremamente sottili e si deteriorano molto velocemente: ci vorranno probabilmente un paio di anni. «Intanto, in appena tre mesi il giovane ha recuperato una piena funzionalità urologica e sessuale che gli ha consentito di avere erezioni e rapporti sessuali pressoché normali: a dimostrazione della ritrovata qualità di vita e della riuscita dell’intervento, il paziente sta per diventare padre» rivela Mirone.

Quest’anno anche negli Stati Uniti è stato effettuato un trapianto di pene, di cui abbiamo già avuto modo di parlare nei mesi scorsi e, visto il successo di questo intervento sudafricano, si aprono prospettive per altri pazienti. «I risultati dipendono molto dalla condizione di partenza e sono migliori su persone giovani e sane e se il trauma è limitato. Detto ciò l’intervento è una svolta importante per gli uomini che per esempio perdono l’organo a seguito di circoncisioni finite male: eventi tutt’altro che rari in Paesi dove questo rito è comune. Nel solo Sudafrica si stimano almeno 250 casi ogni anno» aggiunge Mirone. «Altre situazioni che possono portare all’amputazione parziale o completa dei corpi cavernosi sono per esempio i traumi genitali: si stima che nel 20-25% delle vittime di ferite da arma da fuoco in sparatorie ci sia il coinvolgimento dei genitali, con numeri consistenti in tutto il mondo».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
congresso SocietÓ Italiana di Urologia 2016

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