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Studio su caregivers: curare malati terminali cambia la vita

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Pubblicato il: 13-04-2005
Sanihelp.it - In Italia ogni anno centinaia di migliaia di malati giungono allo stadio termianle, a causa di tumori o malattie croniche degenerative.
Ad assisterli, oltre ai centri di cure palliative che si occupano prevalentemente di aspetti medici, ci sono i caregivers, o donatori di cure.

Si tratta di familiari stretti, nell’80% dei casi donne con un’età media di 55 anni, che dedicano la maggior parte del loro tempo al malato (dalle 12 alle 24 ore), provvedendo a tutte le sue esigenze: dal sostegno morale al supporto motorio, dalla pulizia all’alimentazione.

Il tutto nella più totale gratuità e dedizione, e pagando un prezzo molto alto: per l’85% dei caregivers la vita è cambiata totalmente dall’inizio dell’incarico. Il 38,5% soffre di disturbi del sonno, il 36,5% di debolezza o stanchezza, il 22% di dolori muscoloscheletrici.
E sul fronte psicologico le cose non vanno meglio: il 57,3% di chi assiste un malato terminale soffre di ansia e preoccupazione, seguite a ruota dalla tristezza (47,8%).
Sul piano economico, infine, il 75% dei caregivers dichiara di subire ripercussioni sia per la spesa necessaria al malato, sia per le retribuzioni perse per la mancata attività produttiva.

Questi sono solo alcuni dei dati emersi dall’indagine La famiglia e il malato terminale, realizzata dall'Osservatorio Italiano Cure Palliative (OICP).
La ricerca ha dato voce a un mondo finora silenzioso, mettendo in luce la necessità di una maggiore attenzione delle istituzioni, e di un maggiore riconoscimento del ruolo di chi dona il proprio cuore spontaneamente per un familiare malato.
Intanto esiste un numero verde, 800.260660, per fornire informazioni e aiuto a che si trova in questa delicata situazione.


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Redazione Sanihelp.it

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