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Dolore pelvico cronico: in Italia ne soffre una donna su 4

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Pubblicato il: 26-10-2016
Dolore pelvico cronico: in Italia ne soffre una donna su 4 © Thinkstock

Sanihelp.it - Dolore pelvico cronico: sono in molte a soffrirne, ben una donna su 4 in Italia, può essere molto debilitante e può limitare anche le più semplici attività quotidiane. Secondo un’indagine promossa da Onda, il dolore pelvico impatta fortemente sin dall’inizio su molteplici dimensioni della vita quotidiana delle donne, come umore (48%) e intimità di coppia (48%).

Il dolore viene paragonato da chi ne soffre per lo più alla puntura di tanti spilli (17%), a una coltellata (12%), a un martello che picchia (10%) o un fuoco che brucia dentro (10%). È considerato quindi come qualcosa di pervadente, che genera nervosismo, intacca la felicità della donna, la fa sentire a disagio, stanca e depressa. Nonostante questo la donna spesso tarda ad andare dal medico. Trascorrono infatti 7 mesi tra la comparsa dei sintomi e il primo consulto.

Il primo medico interpellato è il medico di famiglia, anche se il ginecologo rimane la figura di riferimento per questa malattia, consultato da 7 donne su 10. Il 46% ha dichiarato di aver consultato 2 figure mediche e il 30% di essere stata visitata da 3 o più medici.

Pur trattandosi di un fenomeno che, se trascurato, è in grado di portare a conseguenze anche gravi, la multifattorialità delle cause (la pelvi accoglie non soltanto gli organi dell’apparato riproduttivo, ma anche urinario, gastroenterico, muscolo-scheletrico e nervoso) genera importanti ritardi diagnostici.

La diagnosi è in genere a esclusione: non sempre si riesce a identificare una causa e spesso più cause, anche di diversa competenza specialistica, interagiscono nell’insorgenza della sintomatologia dolorosa.

Quando il dolore diventa cronico, si crea come un cortocircuito a livello delle strutture nervose deputate alla sua elaborazione, responsabile dell’auto-mantenimento della sensazione dolorosa. Il dolore si trasforma così in vera e propria malattia, diventando un inseparabile compagno di viaggio pervasivo in tutti gli ambiti della vita: affettivo-familiare, socio-relazionale e lavorativo. Oggi può essere trattato con un insieme di terapie mediche e comportamentali. 

I dati evidenziano inoltre come in generale internet rappresenti, sia per donne sane che affette dalla malattia, la prima fonte di informazione (40% circa). Ben 9 donne che ne soffrono su 10 infatti esprimono il desiderio di avere maggiore informazione sulla malattia. Risulta fondamentale però rivolgersi a strutture specializzate, gestite da équipe multidisciplinari, composte da diverse e specifiche figure professionali tra loro complementari.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Onda

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