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Postparto

Adele racconta i momenti bui dopo la nascita del primogenito

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Pubblicato il: 15-11-2016

La cantante si confessa e rivela di aver sofferto di depressione post-partum e di come l'essere diventata mamma l'ha cambiata.

Adele racconta i momenti bui dopo la nascita del primogenito © web

Sanihelp.it - «Ho dovuto affrontare una depressione post-partum, che mi ha spaventata molto. Non ho preso antidepressivi, ma non ne ho nemmeno parlato con nessuno. Ero riluttante. Il mio compagno mi ha consigliato di parlare con altre donne in gravidanza e gli ho detto: Non voglio uscire con un gruppo di mamme. Così, senza rendermene conto, mi sono invece ritrovata lì insieme a loro». Con queste parole rilasciate a Vanitiy Fair America, Adele parla per la prima volta di quanto ha affrontato dopo la nascita, 4 anni fa, del figlio Angelo James.

Avrebbe cominciato a soffrire di depressione a 10 anni, in seguito alla morte del nonno. Molti anni di terapia non l’avrebbero però risparmiata dal ricaderci dopo il parto. «Non vuoi stare con il bambino, hai paura di potergli fare male, che tu non stia facendo un buon lavoro. Ossessionata, mi sentivo inadeguata, come se avessi preso la peggiore decisione della mia vita. Poi un giorno ho pensato: Mi dedico un pomeriggio qualsiasi per fare quello che voglio senza il mio bambino. Un’amica mi guarda: Davvero? Non ti senti male? Sì, le rispondo, ma non così tanto come se non lo facessi. Quattro mie amiche con figli la pensavano allo stesso modo, ma tutte erano in imbarazzo a parlarne. Avevano paura di sentirsi cattive madri. E invece no: darti del tempo migliore rende una mamma migliore» ha raccontato la star.

La gravidanza ha avuto, per Adele, anche un ruolo terapeutico, visto che l’ha allontanata dalla bottiglia. La cantante, infatti, che non ha fatto mistero di aver composto le sue migliori canzoni da ubriaca, ora non tocca più un bicchiere: «V'immaginate avere una sbornia con un bambino nelle vicinanze che capisce che qualcosa non va? Diventa l’inferno!».

Diventare mamma l’ha resa in generale più prudente: «Anche prima non avrei mai fatto nulla che potesse uccidermi, ma ora evito tutto ciò che è anche solo lontanamente pericoloso, come passeggiare sul marciapiede. Preferisco camminare sul prato, anziché sul cemento, perché una macchina mi potrebbe colpire».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Vanity Fair

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