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Impatto più forte di obesità, pressione e dieta

Sport e collera aumentano il rischio di infarto e ictus

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Pubblicato il: 04-11-2016
Sport e collera aumentano il rischio di infarto e ictus © Thinkstock

Sanihelp.it - Quante volte ci è capitato, in situazioni spiacevoli, che non riusciamo a controllare, di perdere le staffe? Può essere semplicemente considerata una reazione del tutto umana; se non fosse che un recente studio ha ora dimostrato che forti reazioni emotive, come una rabbia fuori controllo, aumentano i rischi di infarto e di ictus nelle ore immediatamente successive e in proporzione all’intensità della rabbia che proviamo. A rivelarlo è un’indagine del Population Health Research Institute della McMaster University di Hamilton (Ontario) condotta su un campione di 12mila pazienti che avevano avuto un attacco cardiaco. Indagando ciò che i pazienti stavano facendo e provando nell’arco di 24 ore prima dell’infarto, gli scienziati hanno rilevato che attività fisiche eccessive e forti emozioni negative possono agire in modo considerevole e con maggior peso di quelli che abitualmente vengono considerati i principali fattori di rischio: obesità, pressione del sangue, diete scorrette. Questo perché la rabbia, così come un’attività fisica eccessiva, fa battere il cuore più velocemente, alzare la pressione, stringere le coronarie e, quando la collera è eccessiva, aumentare le possibilità che si distacchino placche aterosclerotiche generando trombi. Ovviamente, più la reazione emotiva è forte più i rischi descritti diventano concreti.

E’ vero che già in passato diversi studi avevano posto in relazione i rischi di infarto con lo stress, la rabbia e lo sforzo fisico, ma nessuno di questi aveva preso in esame un campione di pazienti così esteso, ottenendo al contempo risultati molto precisi. Ciò che è emerso, nello specifico, è che il 13,6% dei pazienti era impegnato in sforzi fisici pesanti un’ora prima dell’attacco; il 9,1% lo era stato nelle 24 ore precedenti; il 14,4% dei soggetti aveva vissuto forti emozioni negative un’ora prima; infine il 9,9% aveva provato gli stessi sentimenti il giorno precedente. Da ultimo è risultato che la fascia oraria in cui maggiore sembra essere il rischio di infarto è quella che va dalle 6 del mattino alle 6 della sera.



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McMaster University

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