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Alimentazione in gravidanza: 5 domande

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Pubblicato il: 06-12-2016

Gli esperti rispondono a 5 domande comuni delle future mamme su nutrienti da non trascurare, integratori, cibi vietati o concessi.

Alimentazione in gravidanza: 5 domande © Thinkstock

Sanihelp.it - I fattori nutrizionali e ambientali giocano un ruolo chiave durante la gravidanza, un ruolo - sottolineato da evidenze scientifiche - che può portare a esiti negativi o positivi. Una corretta informazione aiuta la donna a scegliere bene, riducendo i rischi. Ma quali sono i dubbi più comuni delle future mamme? Rispondono Alberto Mantovani e Francesca Baldi, dell'Istituto superiore di sanità.

Quali alimenti sono, non solo sicuri, ma indispensabili in gravidanza? Più che di alimenti, parliamo di nutrienti. Innanzitutto lo iodio: l’utilizzo del sale iodato protegge la tiroide, cruciale per lo sviluppo fetale. Poi l’acido folico: la supplementazione perinatale è in grado di ridurre il rischio di insorgenza dei difetti del tubo neurale sino al 70%, nonché del 30% di altre malformazioni congenite. Ma anche la vitamina B12, implicata nei processi di formazione del Dna ed essenziale per mantenere le riserve di folati nei tessuti.

Quali, invece, sono vietati? Vino e alcolici, eccesso di vitamina A e alimenti crudi. Quest’ultimi, come carne e verdure, sono il veicolo principale di toxoplasmosi e listeriosi, due infezioni gravi per il feto e la gravidanza. Un discorso diverso va fatto per il pesce: fonte di benefici nutrizionali (iodio, omega3) e accumulatore di contaminanti (diossine e altri interferenti endocrini, metilmercurio): si deve limitare (ma non vietare) a 1-2 porzioni alla settimana il consumo di specie accumulatrici come il tonno, il pesce spada, gli squali (palombo, verdesca, smeriglio), il merluzzo di grandi dimensioni e il luccio.

Si possono assumere integratori? A parte la supplementazione periconcezionale con acido folico e il consumo di sale iodato, supplementi e integratori vanno assunti solo se c’è una carenza specifica. Un'alimentazione equilibrata evita le carenze, ma anche gli eccessi: certe vitamine od oligoelementi, se assunti abitualmente in eccesso, sono tossici.

Per la gravidanza l'esempio principale è la vitamina A, presente in due forme: il betacarotene (precursore della vitamina A, presente nei vegetali) e il retinolo (immagazzinato nel fegato) che, a dosi alte, può causare malformazioni congenite: la dose raccomandata in gravidanza è pari a 0,6 mg al giorno.

Ci sono metodi di cottura da privilegiare? Alcuni comportamenti inconsapevoli in cucina possono aumentare l'esposizione a sostanze tossiche dannose per lo sviluppo, come gli interferenti endocrini: tra loro, gli idrocarburi policiclici aromatici che si formano durante le cotture ad alta temperatura, con la carbonizzazione del cibo. L'esposizione prenatale agli Ipa è associata a un aumento del rischio di basso peso alla nascita.

Alcol e caffeina sono vietati? L'elevato consumo di alcol è associato al rischio di malformazioni congenite e deficit di crescita, caratteristica è la sindrome feto-alcolica. Infatti l’alcol e l’acetaldeide (prodotto della sua metabolizzazione) giungono direttamente nel sangue del nascituro attraverso la placenta: le attuali evidenze scientifiche non permettono di definire con sicurezza una dose di alcol priva di rischio in gravidanza.

Per la caffeina, un elevato apporto può compromettere la crescita fetale: la caffeina può sia attraversare la placenta giungendo direttamente al feto, sia passare al neonato attraverso il latte materno. Caffè, tè, bevande energetiche e alcune bevande analcoliche contengono caffeina. Alcuni integratori contengono caffeina: comprendono guaranà, erba mate, cola o noce di cola, cacao, tè, caffè o chicchi di caffè, e Citrus aurantium o arancio amaro. Il limite stabilito da Efsa nel 2015 per consumo abituale di caffeina è pari a 200 mg al giorno.



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