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Una patologia pericolosa soprattutto in età avanzata

Varicella: perché è meglio non sottovalutarla

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Pubblicato il: 29-11-2016
Varicella: perché è meglio non sottovalutarla © Thinkstock

Sanihelp.itPer ogni minuto che passa un nuovo caso di varicella viene diagnosticato, queste le stime; davvero troppo elevate, se si tiene conto che si riferiscono a una malattia il cui rischio potrebbe essere risolto ricorrendo al vaccino. Basterebbe, infatti, una vaccinazione per mettere al sicuro i nuovi nati e proteggere quel 3-5% (e cioè circa 20mila casi) di bambini che, a seguito di un'infezione da virus varicella-zoster, sono destinati ad andare incontro a complicanze che richiedono l’ospedalizzazione: otite media, endocardite, sovra-infezioni batteriche, problemi al sistema nervoso centrale, polmonite. Inoltre, per molte persone, soprattutto in età avanzata, c’è il rischio di una riaccensione del virus; il che comporta il doloroso ‘fuoco di Sant’Antonio’, un’infezione virale che colpisce nervi e cute e provoca fortissimi dolori e bruciori in diversi parti del corpo. Insomma, la varicella è una malattia che può lasciare il segno, e non sempre è soltanto una piccola cicatrice sul torace o sul viso.

La varicella è una malattia endemica, cioè sempre presente in Italia, che in alcuni periodi può dar luogo ondate epidemiche, in particolare nei mesi invernali. Come detto è causata dal virus varicella-zoster (VZV), il quale dà origine a una patologia particolarmente contagiosa, e non solo nell’infanzia. Quando l’infezione viene contratta in età adulta assume un decorso più prolungato e si manifesta con una sintomatologia più invalidante rispetto a quanto osservabile in età pediatrica.

Fortunatamente la varicella è malattia per la quale esiste il vaccino: «La vaccinazione per la varicella rappresenta uno strumento estremamente efficace in termini di protezione del singolo e di sanità pubblica - spiega Giovanni Gabutti, professore di Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Ferrara - secondo le stime, prima delle campagne di vaccinazione, la varicella ogni anno colpiva circa 500mila persone in Italia. Oggi la situazione è molto diversa: con il vaccino possiamo ottenere una riduzione del numero di casi di varicella con complicanze e ospedalizzazioni, oltre al più generale contenimento della morbosità della malattia. Inoltre, la vaccinazione universale dell’infanzia, creando l’immunità di gregge, potrebbe consentire la riduzione dei casi di patologia in tutte le fasce d’età».



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UniversitÓ degli Studi di Ferrara

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