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L'orzo ci salverà dalle malattie da stress sociale?

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Pubblicato il: 06-12-2016
L'orzo ci salverà dalle malattie da stress sociale? © Thinkstock

Sanihelp.it - Potrebbe essere un alimento povero come l’orzo a salvarci da obesità, depressione e demenza. A dimostrare le proprietà preventive del cereale più antico coltivato dall’uomo è uno studio preclinico condotto dall' Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

La ricerca ha impegnato il Laboratorio di Medicina Critica Traslazionale negli ultimi due anni, in collaborazione con l'Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa, sviluppando una linea di pasta con farina di orzo beta, ovvero la varietà contenente la più alta concentrazione di beta-glucano idrosolubile. 

È infatti questa la molecola responsabile dei benefici dell’orzo sulla salute, un agente acetilante non tossico e del tutto naturale che agisce sulle proteine su cui si poggia il Dna favorendo l’espressione di geni protettivi. Secondo lo studio, mangiare alimenti ricchi di beta-glucano idrosolubile, come pasta, pane, biscotti o altri preparati a base di orzo, è in grado di rendere l’organismo più resistente allo stress, all’obesità e ai rischi correlati, che creano le basi per lo sviluppo di disturbi del comportamento e della memoria. 

Dal 2014 si è scoperto che l'orzo contiene beta-glucano idrosolubile, che agisce come difensore della funzione endoteliale. Oggi il beta-glucano d’orzo si rivela difensore della funzione di una zona del cervello chiamata ippocampo, centro di elaborazione delle emozioni e sede della memoria, nonché primo interlocutore del cuore. Cuore e cervello, infatti, comunicano in continuazione, scambiandosi informazioni fondamentali per la salute psicofisica. 

Lo studio ha portato alla conclusione che, anche in presenza di una dieta altamente ricca di grassi e di una forte situazione di stress, l’introduzione di beta-glucano idrosolubile è in grado di mantenere stabile il peso e il livello di colesterolo. Ma anche di abbattere i livelli di stress.

Nel dettaglio: di fronte a un individuo alfa molto aggressivo, l’individuo beta remissivo e aggravato anche da una dieta ricca di grassi manifestava i sintomi di una persona depressa e tendeva a perdere la memoria. Replicando la stessa situazione, ma introducendo dosi regolari di beta-glucano nella dieta dell’individuo beta, esso è risultato reagire meglio. Gli studi sono tutt’ora in corso e saranno pubblicati prossimamente. 



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Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

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