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Effetto collaterali dell'iniettarsi l'inchiostro sotto cute

Quando tatuarsi mette a rischio psoriasi

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Pubblicato il: 13-12-2016
Quando tatuarsi mette a rischio psoriasi © Thinkstock

Sanihelp.it - Tatuarsi è pratica che andrebbe eseguita dopo averla ponderata a sufficienza, non solo per il fatto che si tratta di una scelta da cui non sempre è possibile tornare indietro (anzi, è molto difficile e i costi assai elevati), ma anche per i problemi di salute che può comportare. Al rischio, basso ma mai tramontato, di epatite C, si aggiunge oggi l’allarme psoriasi lanciato dai medici dermatologi, riunitisi nei giorni scorsi a Napoli per la seconda edizione della Scuola della psoriasi organizzata dal Dipartimento di dermatologia dell’Università Federico II.

Secondo gli esperti, coloro che già soffrono di psoriasi potrebbero peggiorare dopo l’infissione dell’inchiostro nella cute: «il 25% degli psoriasici ha la cosiddetta risposta isomorfica, o fenomeno di Köebner - afferma Nicola Balato, docente della Federico II - in sostanza, quando la pelle viene traumatizzata in qualsiasi modo, nell’area del trauma si sviluppa una reazione infiammatoria che ‘richiama’ la psoriasi nella zona stessa, con la comparsa di una nuova lesione».

Purtroppo, oltre a ciò, esisterebbe anche il rischio di una malattia psoriasica fino a quel momento ‘nascosta’ che si manifesta improvvisamente nell’area anatomica in cui è stato iniettato l’inchiostro, con rossore e desquamazione della cute: «l’introduzione di pigmenti nella pelle per realizzare tatuaggi - dichiara Cataldo Patruno, docente nella Scuola di Specializzazione di Dermatologia - è una procedura complessa che disturba l’equilibrio cutaneo e soprattutto può indurre una reazione infiammatoria locale tutt’altro che lieve. Una reazione che potrebbe essere il primo passo verso la psoriasi nei soggetti fino ad allora asintomatici: una fascia predisposta, in cui il tatuaggio può diventare l’elemento scatenante attraverso l’infiammazione che attiva il sistema immunitario. Si stima che almeno il 10% della popolazione abbia uno o due geni che possono favorire la comparsa della psoriasi, ma solo il 2-3% la sviluppa. In effetti, l’ipotesi è che i geni debbano ‘combinarsi’ con specifici fattori esterni scatenanti: tra i quali alcuni tipi di farmaci oppure le infezioni».



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Dipartimento di Dermatologia Università Federico II

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