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Presto testata la compatibilità anche sugli esseri umani

Realizzata la prima cellula staminale cardiaca sintetica

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Pubblicato il: 03-01-2017
Realizzata la prima cellula staminale cardiaca sintetica © Thinkstock

Sanihelp.it - La notizia giunge dagli Stati Uniti, più precisamente dalla North Carolina State University, dove un gruppo di ricercatori è riuscito a creare in laboratorio la prima versione sintetica di una cellula staminale cardiaca.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, al momento è stato testato unicamente su animali: trapiantate in topolini da laboratorio che avevano subito un infarto, queste nuove cellule si sono dimostrate in grado di riparare perfettamente i tessuti del cuore che erano stati danneggiati; inoltre è stato evidenziato che, grazie alla loro struttura sintetica, le cellule trapiantate non sono in grado di replicarsi, il che ridurebbe notevolmente il rischio di insorgenza di masse tumorali.

I risultati di questa prima fase sperimentale sono stati ampiamente soddisfacenti e hanno portato gli scienziati ad affermare che la nuova tecnologia potrebbe, in futuro, essere applicata anche ad altre tipologie di cellule staminali e, ci si augura, a quelle umane.

Rispetto alle cellule staminali naturali, sostengono i ricercatori, le nuove cellule sarebbero in grado non solo di mantenerne i benefici e di ridurre la probabilità di rigetti e tumori, ma avrebbero anche una maggiore stabilità di conservazione rispetto alle cellule organiche, essendo più resistenti di queste ultime a livello molecolare. Inoltre, a differenza delle staminali naturali, le cellule sintetiche riescono a tollerare processi di congelamento e scongelamento più rigidi. Ultimo vantaggio, dicono gli scienziati, è legato alla loro produzione che prescinde dalla derivazione organica dalle cellule del paziente, in quanto è il risultato di un processo che si svolge totalmente in laboratorio.

Ke Cheng, il coordinatore dello studio, ha dichiarato che «per fabbricare le staminali sintetiche abbiamo preso il carico e il guscio delle staminali e abbiamo confezionato una particella biodegradabile. Le membrane di queste cellule permettono di bypassare la risposta immunitaria e di legarsi al tessuto cardiaco, rilasciare i fattori di crescita e generare riparazione, ma non possono amplificarsi da sé; in tal modo si ottengono i benefici della terapia con cellule staminali, senza i rischi connessi. Speriamo che questo possa essere un primo passo verso un prodotto standard di cellule staminali che permetta ai pazienti di ricevere terapie benefiche quando necessario, senza costosi ritardi».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
North Carolina State University, Nature Communications

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