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Svezzamento: quando posso dargli la carne?

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Pubblicato il: 03-01-2017

Dopo i vari allarmi sulla sicurezza della carne, le mamme sono insicure. Un esperto spiega come e quando inserire la carne nelle prime pappe.

Svezzamento: quando posso dargli la carne? © Thinkstock

Sanihelp.it - Quando si parla di alimentazione le mamme italiane si scoprono insicure (4 su 10 in ansia) e ipercritiche (solo 2 su 10 giudicano adeguata l’alimentazione dei figli), anche se si occupano in prima persona dei pasti (90%). Chi ha bambini piccoli dichiara di avere spesso dubbi e non sapere a chi chiedere (31%) e il  65% teme che i propri bambini non seguano una dieta equilibrata e completa.

È quanto emerge da una ricerca Doxa/Unaitalia realizzata nell’ambito di una campagna informativa sulle carni bianche. Il dibattito sulla carne infatti è sempre più acceso dopo il recente allarme dell’Oms sulla carne rossa e il diffondersi di un’alimentazione esclusivamente a base vegetale.

«La carne gioca un ruolo importante nella crescita dei piccoli - spiega Giuseppe Morino, responsabile dell'Unità operativa Educazione alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma - È fonte primaria di alcuni nutrienti e micronutrienti solitamente assenti (come la vitamina B12), o scarsamente rappresentati (zinco, selenio, niacina e riboflavina), o meno biodisponibili (come il ferro) nei prodotti di origine vegetale. Colma un deficit di proteine e ferro del latte materno, dopo il sesto mese di vita, e favorisce lo sviluppo delle capacità neurologiche e psicologiche».

Secondo la ricerca la carne preferita dalle mamme è il pollo, per l’84% servito almeno una volta a settimana: «ottima fonte di  proteine, con pochi grassi e di buona qualità, una elevata digeribilità e un ragionevole apporto calorico, da poter consumare fin dalle prime pappe», commenta Morino.

Tra gli errori più comuni in questa fase c’è quello di aggiungere sale ai cibi: «non è necessario, i cibi offerti contengono già quantità sufficienti di sodio - specifica l’esperto - Inutile e dannoso anche aggiungere zucchero o proporre cibi dolci: rischiano di influenzare il grado di piacevolezza al palato del cibo e le preferenze alimentari a lungo termine.

Attenzione anche a non eccedere con le proteine: qualora il latte materno non sia disponibile, meglio prediligere per il primo anno latte formulato o artificiale, a contenuto proteico più simile a quello del latte materno e non il latte vaccino (che contiene quasi 4 volte più proteine del latte umano). Importante poi non trascurare la quota necessaria di grassi, per questo consigliamo di aggiungere un cucchiaio di olio di oliva fin dalle prime pappe e non inserire latte vaccino parzialmente scremato nei primi 2 anni».

Come partire? «Intorno ai 6 mesi: meglio non anticipare. Per la pappa si inizia con cereali senza glutine (mais, tapioca e riso, prima a forma di semolino e poi pastina), per poi passare, dopo il sesto mese a quelli con glutine. I cereali vengono serviti con un brodo di verdure, cotte e tritate, come patate, zucchine e carote. Insieme si aggiunge la carne: si inizia con liofilizzati e omogeneizzati di pollo, tacchino, coniglio e agnello, meno allergizzanti, per poi inserire anche vitello e manzo.

Gradualmente si inseriscono anche altre fonti proteiche, come pesce, legumi, formaggi, riducendo l'apporto giornaliero di carne a tre volte a settimana, la giusta dose per un bimbo che cresce dall'anno in poi. Inutili le forzature: è incoraggiando il bambino a sperimentare, toccare, annusare che si forma un rapporto positivo con il cibo. Fondamentali il buon esempio dei genitori e un approccio multisensoriale».



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