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Fegato grasso: nuova cura per i bambini

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Pubblicato il: 09-01-2017
Fegato grasso: nuova cura per i bambini © Thinkstock

Sanihelp.it - Una nuova terapia in grado di sconfiggere la fibrosi del fegato grasso nei bambini è stata messa a punto dai medici dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Fino a oggi non esisteva una terapia per la steatoepatite non alcolica pediatrica, la forma più severa di fegato grasso caratterizzata da infiammazione e danni epatici che possono portare alla cirrosi.

L'aumento del numero dei bambini con sovrappeso e obesità nei Paesi industrializzati ha portato al parallelo aumento di casi di fegato grasso o steatosi epatica non alcolica. Negli ultimi 20 anni, la steatosi ha raggiunto proporzioni epidemiche anche tra i piccoli diventando la patologia cronica del fegato più frequente nel mondo occidentale. In Italia si stima che ne sia affetto circa il 15% dei bambini, ma si arriva fino all'80% tra i bambini obesi. Più della metà dei bambini con fegato grasso presenta anche carenza di vitamina D.

Le caratteristiche di questa diffusa patologia vanno dall'accumulo di grasso nelle cellule del fegato, in quantità superiore al 5% del peso (steatosi epatica semplice), a forme più severe (steatoepatite), che possono progredire sin dall'adolescenza verso la fibrosi fino ad arrivare alla cirrosi epatica.

Così come gli adulti, anche i bambini affetti da fegato grasso possono presentare danni metabolici caratterizzati da aumento della circonferenza addominale, ipertensione, insulino-resistenza, ipercolesterolemia, che aumentano il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2, sindrome metabolica o malattie cardiovascolari. 

I medici e i ricercatori del Bambino Gesù hanno condotto il trial su 43 bambini con steatosi epatica e deficit di vitamina D. Uno studio dello stesso centro del 2014 aveva infatti già dimostrato la correlazione tra fegato grasso e carenza di vitamina D: minori sono i livelli di vitamina D, maggiore è il livello fibrotico. 

La sperimentazione ha dimostrato che la somministrazione per 6 mesi di una miscela di acido docosaesaenoico o DHA e vitamina D induce un miglioramento dei parametri metabolici come la riduzione della resistenza insulinica periferica, dei valori di trigliceridi e delle transaminasi. 

Ma soprattutto l’assunzione combinata blocca l’attività delle cellule responsabili della produzione e dell’accumulo di collagene nel fegato, portando a un rimodellamento e una risoluzione della componente fibrotica del fegato, una delle cause principali dello sviluppo della cirrosi. La terapia combinata con DHA e vitamina D può ridurre nei bambini malati la progressione del danno epatico agendo sulla fibrogenesi.

La terapia è prescrivibile anche da un pediatra di base, oltre che presso l'ambulatorio di steatosi-epatica. Per il futuro gli esperti stanno già lavorando a una terapia che, oltre alla somministrazione di vitamina D e DHA, preveda anche quella di specifici probiotici: potrebbe essere in grado non solo di bloccare lo sviluppo della fibrosi e il progredire della malattia epatica, ma di farla regredire fino alla completa guarigione.



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Ospedale pediatrico Bambin Gesù

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