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Chirurgia

Dolore post chirurgico, fondamentale un corretto trattamento

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Pubblicato il: 10-01-2017

Un dolore bruciante in seguito all'intervento chirurgico per trattare un tumore mammario, ovarico o all'utero, accomuna il 58% delle donne. Una sofferenza severa, per una paziente su cinque. I dati dell'indagine di Onda.

Dolore post chirurgico, fondamentale un corretto trattamento © Thinkstock

Sanihelp.it - Il 58% delle donne riferisce un dolore bruciante in seguito all’intervento chirurgico che si è reso necessario per trattare un tumore mammario, ovarico o all’utero, con ripercussioni importanti sulla salute e sulla vita quotidiana.

Il dato emerge da un’indagine condotta dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), che ha coinvolto 74 pazienti tra i 30 e i 75 anni, sottoposte a mastectomia (asportazione della mammella)ovariectomia (asportazione dell'ovaio) e/o isterectomia (asportazione dell'utero) presso quattro ospedali di Milano: Istituto Nazionale dei Tumori, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Istituto Europeo di Oncologia e Istituto Clinico Humanitas.

Nel post-chirurgico, quasi la metà delle donne intervistate soffre di un dolore continuo (22%) o più volte al giorno (27%), in genere circoscritto alla zona dell’intervento. Soffrono di più le pazienti che hanno subito un’ovariectomia (28%) o un’isterectomia (27%) e sono quelle che seguono più frequentemente una terapia analgesica (75% e 81%, contro il 51% delle pazienti sottoposte a mastectomia). Tra i farmaci impiegati, il paracetamolo viene prescritto dal chirurgo oncologo in oltre 9 donne su 10 a seguito di una mastectomia, mentre gli oppioidi trovano un più ampio utilizzo dopo intervento alle ovaie (52%) e all’utero (57%).

Francesca Merzagora, Presidente di Onda, spiega: «I dati della nostra indagine rivelano come il dolore post chirurgico da mastectomia, ovariectomia e isterectomia sia vissuto dalle pazienti diversamente in termini di intensità, con ripercussioni su molteplici aspetti della quotidianità, dalla qualità del sonno (29%), alle limitazioni delle attività di svago (21%) e del movimento (20%) e sull’umore (20%). Indipendentemente dalla gravità della sofferenza, la sua gestione è un tema cruciale, su cui è fondamentale sensibilizzare sia la classe medica, per garantire a tutte le donne di affrontare l’intervento con maggiore serenità, sia le stesse pazienti: a tale proposito, Onda ha realizzato un opuscolo, che sarà distribuito negli ospedali coinvolti nella ricerca, per informare l’utenza femminile sulle diverse opzioni terapeutiche disponibili».

«Il controllo del dolore postoperatorio assume un ruolo fondamentale nella gestione delle pazienti sottoposte a chirurgia sull’apparato genitale. Con l’avvento di percorsi preoperatori accelerati e dimissioni precoci, è importante garantire alla donna tutto il supporto necessario per un rientro a domicilio senza sofferenza. L’utilizzo di oppioidi permette il miglior controllo del dolore post chirurgico in ginecologia e la ricerca dimostra come con il loro impiego si possa ottenere una gestione soddisfacente nella maggior parte delle pazienti. Non soffrire dopo un intervento in ginecologia oncologica è un diritto di tutte le donne, al fine di migliorare il vissuto di un'esperienza già traumatica per sé e consentire un rapido ed efficiente reinserimento nelle attività della vita quotidiana», aggiunge la professoressa Nicoletta Colombo, Direttore Programma Ginecologia Oncologica presso l’Istituto Europeo di Oncologia. 

«L’intervento di mastectomia e ricostruzione è più superficiale e non apre nessuna cavità, quali il torace o l’addome, causando pertanto meno dolore nella fase postoperatoria. Per questo motivo, la terapia analgesica viene fatta, nella maggioranza dei casi, con il paracetamolo. Qualora, però, si manifesti un dolore più intenso, è necessario aggiungere anche degli oppiacei. L’aspetto importante è che tutte le pazienti devono avere una terapia antidolorifica ad hoc per non avere disturbi nella loro routine quotidiana», spiega il professor Mario Rietjens, Direttore di Struttura Complessa, Divisione di Chirurgia Plastica presso l’Istituto Europeo di Oncologia

«Un obiettivo indispensabile da porsi per tutti i nostri pazienti dovrebbe essere l’eliminazione del dolore nelle viarie fasi della malattia», commenta il professor Armando Santoro, Direttore Cancer Center Oncologia medica presso l’Istituto Clinico Humanitas. «Se in campo oncologico notevoli progressi sono stati fatti nell'ultimo decennio, con una sempre maggiore presa di coscienza del problema, forse l'ambito post-chirurgico resta ancora un campo in cui è possibile migliorare l'attuale gestione del dolore. Probabilmente vi è ancora da parte del medico, soprattutto per interventi considerati poco invasivi, come la tumorectomia mammaria con linfonodo sentinella, un’errata percezione dei sintomi che possono essere collegati all'atto chirurgico e che sono spesso amplificati dalla concomitante diagnosi di tumore con le ovvie ripercussioni psicologiche. L’indagine di Onda permette di evidenziare tali problematiche e ci costringe a una riflessione sulla gestione delle pazienti. Emerge chiaramente come, in particolare per le donne operate per forme mammarie, vi sia una sottovalutazione del dolore e come le prescrizioni di antidolorifici siano spesso non adeguate. Non ricorrere a tutte le procedure corrette per eliminare questa, come qualunque altro tipo di sofferenza, non è giustificato e probabilmente non è etico, soprattutto quando tale obiettivo è raggiungibile con interventi medici assolutamente banali. Mi auguro che i risultati di tale indagine consentano a tutti noi medici una più informata presa di coscienza e ci spingano a una modifica del nostro atteggiamento nella gestione del dolore post-chirurgico».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Onda, Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna

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