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Dieta senza glutine migliora i sintomi del colon irritabile

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Pubblicato il: 01-02-2017
Dieta senza glutine migliora i sintomi del colon irritabile © Thinkstock

Sanihelp.it - Uno studio condotto all’Ospedale universitario della Charité di Berlino dimostra come un terzo delle persone affette da sindrome da intestino irritabile reagisca bene a una dieta senza glutine e quindi possa essere diagnosticato e classificato come sensibile al glutine. L’ipotesi che gli esperti stavano valutando da alcuni anni, ovvero che i sintomi della sindrome da intestino irritabile possano essere scatenati dal glutine o dal frumento, e che quindi i soggetti interessati presentino una sensibilità al glutine/al frumento non celiaca, è stata dimostrata.

Lo studio ha verificato come alcuni caratteri ereditari dei malati possano rimandare a una sensibilità al glutine/al frumento, e quindi che i malati possano essere curati con una dieta priva di glutine. Indaga gli effetti a lungo termine di una dieta senza glutine su individui con sindrome da intestino irritabile di due tipi: diarrea dominante e misto. 

I risultati riportano un notevole successo della terapia consistente nell’introduzione di una dieta senza glutine: il 34% degli affetti da colon irritabile sottoposti al test ha mostrato un notevole o totale miglioramento dei sintomi in seguito all’assunzione di una dieta senza glutine per un periodo di 4 mesi. Lo studio includeva sia malati di diarrea dominante che del tipo misto, laddove entrambe le tipologie hanno reagito all’assunzione della dieta senza glutine con risultati ampiamente paragonabili.

Il risultato inatteso: in alcuni il quadro sintomatologico è migliorato solo dopo un periodo piuttosto lungo, che arriva addirittura ai due mesi. Fino a oggi si era sempre dato per scontato che, per verificare se il soggetto manifesti una sensibilità al glutine/frumento, fosse sufficiente l’assunzione di una dieta senza glutine per un periodo minimo di due settimane.  

Vi sono stati alcuni malati i cui disturbi non sono del tutto scomparsi tramite l’assunzione di una dieta senza glutine, ma che tuttavia hanno notato un deciso miglioramento dei sintomi e pertanto hanno scelto di mantenere questo tipo di alimentazione. Una successiva intervista, condotta un anno dopo l’inizio dello studio, ha inoltre verificato una percentuale molto alta di malatiche hanno continuato a nutrirsi senza glutine e che solo occasionalmente deviano da questa dieta.



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Schar

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