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Il potere dell'esempio negativo per il nostro apprendimento

Ecco come il nostro cervello impara dagli errori altrui

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Pubblicato il: 31-01-2017
Ecco come il nostro cervello impara dagli errori altrui © Thinkstock

Sanihelp.it - Dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca giunge una ricerca, pubblicata su Neuroscience, che conferma il motto »sbagliando s’impara», e non soltanto dai propri errori, ma anche da quelli altrui: tramite l’osservazione degli sbagli commessi da altri, infatti, il nostro cervello tende ad apprendere l’errore e ad evitare di ripeterlo. Per giungere a questa conclusione, gli autori dello studio, coordinato da Alice Mado Proverbio, hanno coinvolto 24 volontari: 12 pianisti professionisti e 12 studenti senza una specifica preparazione musicale. A tutti i partecipanti sono stati mostrati numerosi video di mani che suonavano un pianoforte; nella metà dei filmati i movimenti delle mani erano compatibili con la musica che si udiva, nell’altra metà no. Durante l’esperimento il cervello dei volontari veniva monitorato tramite elettroencefalografia: quando il suono non era compatibile con le immagini visualizzate, il cervello dei pianisti lo rilevava automaticamente, registrando l'incongruenza; al contrario, il cervello dei partecipanti non esperti non prendeva atto degli errori, perché privo delle regole audio visuo-motorie presenti nel cervello dei professionisti.

Il processo attraverso il quale il cervello registra un’incongruenza e si accorge dell'errore - spiegano gli scienziati - si manifesta come componente negativa nota in letteratura come Ern (Error related negativity). Grazie all'attivazione dei neuroni specchio audio visuo-motori, la Ern scatta sia quando siamo noi a sbagliare sia quando a farlo sono gli altri.

Ciò che ha dimostrato l’esperimento è che quando il cervello rileva un errore, anche se commesso da altre persone, mette in atto dei processi di correzione automatica che, modificando l'organizzazione delle informazioni, favoriscono l'apprendimento. La ricerca ha evidenziato inoltre che la sola osservazione del movimento stimola direttamente l'attività della corteccia motoria e pre-motoria del cervello, come se a compiere il movimento fossimo noi stessi; ecco perché anche la sola visione di filmati, o la dimostrazione dal vivo da parte dell'insegnante o dell'istruttore, è fondamentale per l'apprendimento di discipline motorie, musicali e di altro tipo.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
UniversitÓ di Milano-Bicocca, Neuroscience

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