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L'ambiente modifica sessualità e fertilità maschile

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Pubblicato il: 28-02-2017
L'ambiente modifica sessualità e fertilità maschile © Thinkstock

Sanihelp.it - L’ambiente si sta progressivamente arricchendo di prodotti inquinanti, principalmente di plastica e dei suoi prodotti di degradazione. Sono i cosiddetti gli interferenti endocrini: sostanze in grado di interagire o interferire con l'azione ormonale portando a effetti avversi sulla salute. L’uomo e gli animali possono essere esposti, tramite le acque, l’alimentazione e altre fonti, a un’ampia gamma di queste sostanze.

I materiali plastici e i loro derivati contengono agenti chimici che svolgono un’azione simil-estrogenica nell'organismo e secondo recenti ipotesi, aumenterebbero l’incidenza di patologie andrologiche osservata negli ultimi 20 anni.

A questi composti si attribuisce il documentato declino della produzione di spermatozoi negli ultimi 20 anni. Un gruppo di ricerca dell’università di Padova ha recentemente dimostrato che nei ventenni del terzo millennio, oltre alla riduzione della produzione degli spermatozoi, si osserva una variazione delle strutture corporee che sono indice di un alterato equilibrio degli ormoni testicolari, che può svilupparsi nella fase embrionale o nella fase adolescenziale.

Questi giovani hanno una maggiore lunghezza degli arti rispetto al tronco, una riduzione del volume del testicolo e una riduzione della lunghezza del pene (-0.9 cm) rispetto a precedenti osservazioni. Tutti questi segni, anche se sfumati rispetto a quelli osservati nelle altre specie animali, depongono per un'interferenza da parte dei composti chimici ambientali sulla produzione degli ormoni testicolari.

I ricercatori di Padova stanno portando ulteriori risultati a sostegno di questa ipotesi, in particolare la misurazione della distanza ano-genitale in 311 ventenni, visitati nell’ambito di un progetto di screening: l’accorciamento della distanza ano-genitale esprime una ridotta attività degli ormoni testicolari in fase embrionale e durante lo sviluppo adolescenziale. 

La distanza ano-genitale era ridotta nei giovani che presentavano l’apertura delle braccia maggiore rispetto all’altezza. Inoltre la minore distanza ano-genitale si associava a maggiore lunghezza degli arti, minor volume testicolare, minore lunghezza del pene e riduzione della concentrazione degli spermatozoi.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Università degli studi di Padova

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