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Stress e zuccheri nascosti: ecco perché non si dimagrisce

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Pubblicato il: 28-02-2017

Lo stress e mangiare senza preoccuparsi di quello che contengono snack e prodotti raffinati porta inevitabilmente ad aumentare di peso

Stress e zuccheri nascosti: ecco perché non si dimagrisce © Thinkstock

Sanihelp.it - Sono sempre più numerose le persone che si lamentano perché non riescono a scendere di peso, nonostante la buona volontà, le restrizioni caloriche e l’accoglimento di una vita non sedentaria.

C’è da sottolineare che nell’incremento del pesco corporeo giocano un ruolo notevole gli zuccheri nascosti, ovvero l’eccessivo consumo di cibi già belli e pronti e acquistati al supermercato.

In questo senso uno studio inglese ha stimato che i ragazzi di età compresa fra gli 11 e i 18 anni, assumono senza saperlo una media di 73,2 g di zucchero al giorno contro i 30 g raccomandati dalle linee guida internazionali sul consumo di zuccheri.

Una quantità così grande di zucchero equivale a mangiare ogni giorno 20 biscotti al cioccolato o 5 ciambelle ripiene con la marmellata.

Ecco perché qualunque sia il prodotto acquistato bisognerebbe leggere scrupolosamente le etichette e scartare sistematicamente, i prodotti quelli ricchi di zucchero.

Sul peso corporeo, in ogni caso, oltre alle scelte alimentari poco oculate pesano anche lo stress cronico, che determina grande difficoltà nel perdere peso e nel tempo predispone all’obesità.

Molto interessante a questo proposito, uno studio inglese, pubblicato sulla rivista Obesity, che ha valutato l’impatto dello stress cronico sul peso, non partendo però dallo stress autoriferito dalle persone coinvolte nello studio, ma misurandolo effettivamente.

I ricercatori, infatti, per misurare lo stress dei pazienti hanno utilizzato il test del capello: i capelli crescono mediamente di un cm al mese; ponendosi alla distanza di 2 cm dalla radice, dunque, è possibile valutare i livelli di cortisolo, ovvero di ormone dello stress, che si accumulano nel periodo di tempo considerato.

I pazienti inclusi in questo studio sono stati seguiti per circa 4 anni: si è visto che tanto maggiore è stato il cortisolo rilevato con il test del capello, maggiore è stata la probabilità che il paziente fosse in sovrappeso e con un girovita superiore alla norma.

Ridurre lo stress è sicuramente molto più difficile che leggere con attenzione le etichette alimentari: secondo gli studiosi, in futuro, si dovrebbero studiare trattamenti per il sovrappeso che prevedano un’azione di riduzione sui livelli di cortisolo circolanti. 



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Obesity

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