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Tumori testa-collo

Recidiva, uno studio per individuare i pazienti a rischio

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Pubblicato il: 07-03-2017

Uno studio dell'Istituto Nazionale Tumori di Aviano punta a individuare le alterazioni chiave, che potrebbero essere utili per stabilire i pazienti ad alto rischio di recidive.

Recidiva, uno studio per individuare i pazienti a rischio © Thinkstock

Sanihelp.it - Un importante lavoro del gruppo di ricerca traslazionale sui tumori del testa-collo dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano (Pordenone) punta a individuare le alterazioni chiave per poter stabilire quali pazienti avranno più alta probabilità di recidiva.

Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Cancer Research, edita dall’Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro (AACR) ed è stato possibile grazie ai finanziamenti dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e ai fondi per la ricerca donati al CRO di Aviano tramite il 5 per Mille.

Gustavo Baldassarre, Responsabile dell’Oncologia Molecolare del CRO, coordinatore del team multidisciplinare con l’otorinolaringoiatra Luigi Barzan e il radioterapista Giovanni Franchin, spiega: «In questi pazienti la formazione di recidive è un fattore prognostico negativo e spesso, in caso di recidiva, non sono disponibili cure efficaci. A tale scopo sono stati analizzati i tumori di un centinaio di pazienti, ciò ha permesso ai ricercatori di identificare una firma molecolare di recidiva. I risultati potrebbero permettere di individuare più precocemente i tumori ad alto rischio, riservando ai pazienti trattamenti più aggressivi, evitabili invece a quelli a rischio inferiore».

Il lavoro ha visto anche la collaborazione con il gruppo di bioinformatica del Princess Margaret Hospital di Toronto, diretto da Igor Jurisica. Questo ha permesso di individuare e studiare le vie molecolari alterate in questi tumori, consentendo anche di ipotizzare, in futuro, nuovi approcci terapeutici mirati, al fine di prevenire la formazione di recidive.

Rispetto a questa collaborazione Baldassarre ha dichiarato: «Ricercatori italiani, canadesi e statunitensi, con grande esperienza nel campo clinico e sperimentale, hanno messo a disposizione le proprie competenze, assai diverse tra loro e complementari, per il raggiungimento di un obiettivo comune. Sono fermamente convinto che lavorare in gruppi multidisciplinari rappresenti il futuro della ricerca oncologica e che solo attraverso la condivisione di conoscenze e competenze si potranno raggiungere risultati importanti nella lotta contro il cancro».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa IRCCS CRO Aviano

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