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Importante che sia il bambino a sceglierlo

Dislessia: sì allo sport, aiuta bimbi e ragazzi

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Pubblicato il: 28-03-2017

Uno studio sostiene che lo sport aiuta i dislessici a esprimersi meglio. Nasce anche un vademecum per genitori.

Dislessia: sì allo sport, aiuta bimbi e ragazzi © Thinkstock

Sanihelp.it - I dislessici, come risaputo, sono spesso a disagio a scuola poiché si sentono più lenti dei compagni e spesso sono ingiustamente additati come pigri, svogliati, meno dotati. Il più grande problema del dislessico è quello di provare ansia a causa della paura di cadere in errore. A questo si associano le classiche conseguenze, in primis senso di frustrazione e di vergogna. Il circolo vizioso si chiude con il genitore che, nell’erronea convinzione di aiutare il ragazzo a superare le difficoltà, fa pressione, incalzandolo a ogni occasione.

L’errore principale è senza dubbio quello di spingere il ragazzo, a volte in maniera forzata, verso uno sport (magari di squadra), certi che sia il modo migliore per farlo uscire dal guscio. Ebbene, secondo i dati raccolti dall’Associazione W la dislessia! non c’è niente di più sbagliato: deve essere il ragazzo a esprimersi e a scegliere quale sport praticare. Secondo l'associazione, su 100 ragazzi dislessici, gli 80 che si cimentano in attività sportive presentano meno sintomi di ansia rispetto ai 20 che non fanno sport.

Basta guardare i nomi di molti sportivi di grande successo che sono riusciti a emergere pur essendo dislessici: dal pilota britannico Jackie Stewart, tre volte campione del mondo di Formula 1, a Nolan Ryan, uno dei più forti lanciatori della storia della Major League Baseball. Recentemente si è distinto per l’Italia il judoka Fabio Basile, 22enne campione olimpico nella categoria 66 kg a Rio de Janeiro 2016.

«Credo che lo sport abbia un fortissimo valore e che il genitore debba piuttosto togliere un’ora di logopedia al giorno, ma mai un’ora di sport - afferma Alessandro Rocco, dell'associazione - I ragazzi dislessici spesso manifestano maggiore passione e meno ansia nel praticare gli sport, rispetto ai non dislessici, evidenziando la capacità di vedere a 360 gradi e distinguendosi per le capacità di problem solving e per l’attitudine al pensiero laterale. Attraverso lo sport molti ragazzi trovano le energie per esprimersi al meglio».

In Italia sono circa 187.000 i ragazzi affetti da dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, ovvero da disturbi specifici dell'apprendimento. Secondo l'Istituto Serafico di Assisi, centro accreditato Dalla Regione Umbria per la diagnosi e la certificazione dei Dsa, i giovani studenti che si trovano in questa condizione, incontrano non poche difficoltà a gestirla a livello emotivo e a condurre uno condurre stile di vita normale. Per aiutare genitori e insegnanti l'Istituto ha messo a disposizione un vademecum disponibile online.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
W la Dislessia! - Istituto Serafico di Assisi

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