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Impedisce la formazione di placche amiloidi

Combattere l'Alzheimer col caffè

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Pubblicato il: 15-03-2017
Combattere l'Alzheimer col caffè © Thinkstock

Sanihelp.it - Del caffè se ne fa largo consumo non solo in Italia, essa risulta essere infatti la bevanda più bevuta al mondo. Il suo composto principale, la caffeina, si trova però anche in altre bevande e alimenti, ad esempio: nel cacao, nel guaranà, nel mate, nelle noci di cola e nelle bibite gasate. Sull’organismo ha effetti positivi e negativi: tra quelli negativi, studi in merito dimostrano che la caffeina, e dunque il caffè, tende ad aumentare la disidratazione giacché favorisce la diuresi ed innalza la temperatura corporea; tra gli effetti positivi va indicata la capacità di stimolare il sistema nervoso centrale e di migliorare la contrazione dei muscoli.

Stando a un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Indiana University, negli Stati Uniti, agli effetti positivi sopraindicati sarebbe ora possibile aggiungerne uno decisamente più importante e sorprendente. La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, avrebbe infatti dimostrato che la caffeina è in grado di contrastare la demenza, tipica di diverse malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson; essa riuscirebbe infatti a potenziare un enzima, il NMNAT2, che impedisce la formazione delle placche tossiche all'interno dei neuroni, le quali sono all'origine di tali malattie.

Negli ultimi anni sono state molte le ricerche relative alle proprietà benefiche della caffeina, soprattutto in merito al ruolo del NMNAT2 nel proteggere le cellule nervose. Oltre allo studio svolto dall’Indiana University ve n’è in particolare un altro degno di attenzione, quello effettuato da un team di scienziati del Wisconsin; si tratta di un ricerca, pubblicata sulla rivista The Journals of Gerontology, che confermerebbe quanto sostenuto dai colleghi dell’Indiana. In questo caso, gli scienziati hanno passato in rassegna l’effetto di oltre 2000 molecole capaci di aumentare la produzione dell’enzima NMNAT2, che protegge dalle malattie neurodegenerative, riscontrando che tra tutte le molecole testate la più potente è esattamente la caffeina.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Indiana University, Scientific Reports

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