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I dettami della medicina ayurvedica e le dritte dell'esperto

Acne: serve un lavoro di squadra

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Pubblicato il: 28-03-2017

Cosmetici ad hoc, pulizia profonda della pelle e cibi depurativi sono gli ingredienti di una strategia antiacne completa ed efficace.

Acne: serve un lavoro di squadra © Thinkstock

Sanihelp.it - Mukhadooshika: vi dice niente? Nella medicina ayurvedica, indica l’insieme delle problematiche della pelle legate a uno squilibrio ormonale, solitamente eccesso di testosterone, che si traducono nella presenza di comedoni, microcisti, punti neri e impurità concentrati su fronte, naso e mento, collo, schiena e spalle. In una parola: acne.

«La predisposizione familiare influisce pesantemente – spiega il professor Antonino Di Pietro, dermatologo a Milano e direttore scientifico dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis – ma anche le alterazioni ormonali, come il ciclo mestruale, una gravidanza o l’adolescenza, ricoprono un ruolo di primo piano, mentre lo stress e i disordini di natura psicologica possono essere una concausa».

«Per ridurre i brufoli e le eruzioni - spiega Elisa Neri, titolare di Castelsilver Estetique Moscova di Milano, centro estetico specializzato in trattamenti ayurvedici – l’ideale, come insegna l’Ayurveda, è intraprendere un percorso olistico, globale, che investe l’intero stile di vita abbinando alimentazione e trattamenti specifici.

Fondamentale la pulizia profonda della pelle. Al bando la spremitura: l’Ayurveda lavora con l’utilizzo incrociato di oli essenziali antiacne, come bardana, tarassaco e Neem, tonici specifici e fango nero. Per preparare la pelle alla pulizia viene proposto il bagno di vapore Swedana, arricchito con oli essenziali, mentre un altro trattamento molto efficace è lo scrub corpo al sale rosa dell’Hymalaia, l’ideale per liberare la pelle dalle tossine, dalle impurità e dell’eccesso di liquidi.

Per quanto riguarda l’alimentazione, tra gli alimenti che favoriscono la depurazione della pelle ci sono la carota, il cavolo, l'aloe: il consiglio dell'Ayurveda è di prepararli in forma di succhi, ma si possono fare anche impacchi da applicare sulla pelle».

E i cibi no? «Non sono solo grassi, cioccolato e proteine, ma anche alcuni cibi insospettabili possono far male, come quelli suggeriti dal sito Women’s Health - spiega Di Pietro - Numerosi studi hanno evidenziato, per esempio, come un eccesso di zucchero comprometta le fibre di collagene, rendendole incapaci di riparare i danni causati dall’invecchiamento. Diverse ricerche hanno evidenziato come l’acne sia principalmente una patologia infiammatoria: poiché è risaputo che i grassi polinsaturi Omega 6 promuovono l’infiammazione, ecco spiegato il motivo per cui gli oli vegetali (come quelli di mais e di soia) sono da evitare.

Uno studio condotto su oltre 47 mila donne ha evidenziato una maggior incidenza dell’acne giovanile grave legata al consumo di latte, con percentuali peggiori per quello scremato o parzialmente scremato. Questo perché, oltre al lattosio, nel latte si trovano anche proteine come la alfa-lattoalbumina (con caratteristiche simili agli androgeni, gli ormoni che facilitano l’acne) e la somotomedina (che induce la produzione di sebo): quando al prodotto vengono tolti i grassi, aumenta la quota relativa di proteine presenti». 



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