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Allergie: gli organi più colpiti sono gli occhi

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Pubblicato il: 03-04-2017
Allergie: gli organi più colpiti sono gli occhi © Thinkstock

Sanihelp.it - L’arrivo della primavera coincide in Italia con un appuntamento fisso con le allergie da pollinazione per quasi una persona su 5 (il 19,5% della popolazione). A rimetterci sono molto spesso gli occhi: i gas inquinanti e il microparticolato si depositano sulla congiuntiva, innescando una reazione infiammatoria. La persistenza dell’infiammazione altera la barriera epiteliale e attiva le cellule del sistema immunitario.

Ci sono 4 forme di congiuntivite: la congiuntivite allergica stagionale, la congiuntivite allergica perenne, la cheratocongiuntivite vernale e la cheratocongiuntivite atopica (AKC). Le prime due sono le congiuntiviti allergiche più comuni e si riscontrano nel 15-20% della popolazione. Sono quasi sempre presenti le IgE specifiche per l’allergene perenne o stagionale e interessano i giovani adulti tra i 20-40 anni, senza predilezioni di sesso, e sono spesso associate a malattie atopiche.

La cronica stimolazione del sistema immunitario si accompagna al rilascio di istamina e di altri mediatori dell’infiammazione, che sono responsabili di: vasodilatazione e aumento della permeabilità vascolare, e quindi del rossore oculare, stimolazione nervosa, che si traduce nel prurito, ipersecrezione a carico della ghiandola lacrimale, con conseguente lacrimazione

La terapia delle congiuntiviti allergiche consiste nell'evitare l’agente che le causa, ma questo può risultare difficile per gli allergeni perenni e perché la superficie oculare è troppo ampia per evitare i comuni allergeni (per esempio quelli presenti nell’aria).

Tra i principali trattamenti che sono utili per allontanare l’allergene ci sono i sostituti lacrimali che hanno la funzione duplice di diluire l’allergene e i mediatori dell’infiammazione e di rimuoverlo dalla superficie: sono coadiuvanti dei trattamenti specifici per le allergie, cioè colliri antistaminici, quelli con gli stabilizzatori di membrana e quelli con il cortisone che sono usati nei casi più gravi di allergia.

Per indirizzare verso un corretto percorso diagnostico il Gruppo Picasso (Partners Italiani per la Correzione delle Alterazioni del Sistema di Superficie Oculare) ha promosso lo smart test, grazie al quale è possibile misurare la probabilità di soffrire di occhio secco, che spesso è presente nelle congiuntiviti allergiche. Per una corretta gestione della problematica si ribadisce l’importanza dell’oculista come esperto cui fare riferimento.

Proprio nei casi più comuni di secchezza oculare, quali quelli legati alle allergie, è utile l’uso di un sostituto lacrimale che, oltre a diluire e allontanare l’allergene, vada ad agire sull’instabilità lacrimale, il danno epiteliale e l’infiammazione, grazie all’azione del trealosio (un disaccaride con proprietà protettive, antiossidanti e idratanti), e dell’acido ialuronico (ialuronato sodico, un polisaccaride con proprietà di ritenzione dell’acqua), che è in grado di prevenire la denaturazione delle proteine, la degradazione dei lipidi e di idratare e lubrificare la superficie corneale.



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