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Nati per caso in un laboratorio del Giappone dieci anni fa

A cosa servono i miniorgani?

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Pubblicato il: 28-03-2017
A cosa servono i miniorgani? © Thinkstock

Sanihelp.it - Scientificamente vengono chiamati organoidi, si tratta di versioni miniaturizzate di cervelli, cuori, fegati ecc. realizzate in laboratorio; mini-organi ai quali, recentemente, è stata dedicata una monografia sulla rivista Development, ripresa a sua volta da Science.

Ma qual è l’utilizzo di questi organoidi? Poco tempo fa, ad esempio, grazie ad alcuni mini-cervelli in coltura si è riusciti a studiare meglio il meccanismo mediante il quale il virus Zika, trasmesso dalle zanzare, entra nelle cellule progenitrici dei neuroni danneggiandole irreparabilmente e provocando danni come la microcefalia. D’altro canto i mini-organi hanno dimostrato di poter essere particolarmente utili anche per verificare l’efficacia dei farmaci. In un caso, partendo da cellule staminali di pazienti con fibrosi cistica, sono stati realizzati organoidi di tessuto intestinale sui quali poter testare un farmaco efficace solo in alcuni casi, senza doverlo fare direttamente sui singoli individui. Stessa cosa potrebbe essere fatta per i farmaci anti-cancro: in diversi laboratori di ricerca, infatti, si stanno realizzando miniature di organi a partire da cellule estratte da tumori al pancreas e al colon; in entrambi i casi ciò servirebbe per verificare quale farmaco funziona meglio contro uno specifico tipo di cancro.

I primi organoidi vennero realizzati circa dieci anni fa, a partire da cellule staminali embrionali pluripotenti, oppure sulla base di cellule staminali adulte. Curiosamente ciò avvene per la prima volta in maniera autonoma: era il 2008 e in un laboratorio giapponese i ricercatori furono sorpresi nel vedere comparire in provetta, e a partire da cellule staminali embrionali di topo e di uomo, delle strutture in tutto e per tutto somiglianti alla corteccia cerebrale. Da allora, in diversi istituti di ricerca, si è riusciti a realizzare mini-organi somiglianti a reni, fegati, pancreas, stomaci e così via; in un caso gli scienziati sono stati in grado persino di creare una versione rudimentale di occhio.

Va però sottolineato che ciò che chiamiamo mini-organo è in realtà un semplice agglomerato di cellule che ricorda un organo, ma che manca della sua specifica funzionalità, in primis data l’assenza di un sistema vascolare in grado di nutrirlo e farlo crescere. Ciò nonostante, come visto, sono strutture fondamentali, in grado di aiutare moltissimo nell’ambito della sperimentazione farmaceutica e per studiare diversi tipi di malattie e malformazioni. 



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Development, Science

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