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Psicologia

Tania Cagnotto contro l'ansia da prestazione

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Pubblicato il: 04-04-2017

La tuffatrice ha rivelato di averne sofferto dopo le prime vittorie e per riuscire a vincerla si è affidata a una psicologa.

Tania Cagnotto contro l'ansia da prestazione © Rete

Sanihelp.it - Ha un carattere schivo e ha intrapreso la carriera sportiva per la sua grande passione per i tuffi, non aspettandosi certo di diventare famosa. Ma preso Tania Cagnotto ha dovuto fare i conti con la fama, con i riflettori puntati su di lei e con le aspettative dell’entourage e dei suoi sostenitori. Un peso che, per sua stessa ammissione, l’ha mandata in crisi.

Tutto è cominciato ai Mondiali di Roma del 2009, ai quali si è presentata come la prima tuffatrice italiana ad aver conquistato una medaglia mondiale (vinta a Montreal nel 2005) e dopo tre ori conquistati qualche mese prima agli Europei di Torino. «Sapevo che tutti confidavano in una mia riconferma, cosa spesso molto più difficoltosa delle prima vittoria, sotto ogni punto di vista. E io faticavo terribilmente a reggere e gestire la pressione a cui mi sentivo sottoposta: non riuscivo a concentrarmi a fondo sugli allenamenti perché ero troppo impegnata a cercare di tranquillizzarmi, e dovevo continuamente fare i conti con un tremendo senso di nausea che mi chiudeva lo stomaco impedendomi di mangiare. Avevo l’adrenalina ai massimi livelli, e mi pervadeva un’agitazione esagerata. Cominciavo perfino a perdere il piacere di dedicarmi al mio sport» ha raccontato in un’intervista a Ok salute e benessere.

Così non ha ottenuto i risultati sperati, pur portando a casa due medaglie, ma ha capito di dover correre ai ripari rivolgendosi a una psicologa dello sport per sedute singole e di gruppo con altri compagni di squadra. « Si parlava di ansie, di stimoli, di come affrontarle e incanalarle: questi incontri rinforzavano, via via, anche il nostro spirito di squadra. Ho capito subito che avevo intrapreso un percorso efficace» ha spiegato. «I primi due anni sono stati comunque difficili. Poi, a poco a poco, tutto è diventato più fluido. Ho imparato che non bisogna pretendere di sconfiggere l’ansia, ma semplicemente imparare a gestirla, cosa ben più importante. Ho recuperato la giusta dose di adrenalina che deve pur esserci prima di ogni gara».

E così sono arrivati i successi degli ultimi anni. Ora che l’impegno sportivo olimpico è terminato, Tania ha sospeso le sedute, ma si dive pronta a riprenderle qualora ne avvertisse il bisogno, perché «Se un aiuto può far stare meglio, perché rifiutarlo?».



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