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Glaucoma: donne più colpite, ma fanno meno controlli

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Pubblicato il: 11-04-2017
Glaucoma: donne più colpite, ma fanno meno controlli © Thinkstock

Sanihelp.it - È la seconda causa di cecità nel mondo: solo in Italia sono 200mila i ciechi diventati tali a causa del glaucoma, ma le stime parlano di un aumento dei casi fino al 30%. Nella maggior parte dei casi la malattia è dovuta a un aumento della pressione interna dell’occhio che causa, nel tempo, che determina alterazioni della papilla ottica, danni permanenti al campo visivo (si restringe lo spazio che l’occhio riesce a percepire senza muovere la testa). 

Studi internazionali stimano che nel 2020 ci saranno in tutto il mondo oltre 80 milioni di individui colpiti dal glaucoma e in Italia la situazione sarà aggravata dall’aumento costante della durata media di vita e dalla maggiore incidenza della patologia anche tra le fasce più anziane della popolazione. Le donne sono maggiormente (rapporto uomini donne 1 : 1.5) colpite rispetto agli uomini, ma ne hanno scarsissima consapevolezza. 

A partire dai 40-45 anni è possibile identificare con esami clinici e strumentali le anomalie, le red flags che permettono la diagnosi precoce e la messa in atto di strategie per rallentare la progressione della malattia. La cura del glaucoma è costosa e incide notevolmente sulla spesa sanitaria nazionale che, in prospettiva, verrà ulteriormente gravata dai costi socio-assistenziali di sostegno a una fetta così ampia di popolazione che non sarà più autosufficiente perché affetta da grave disabilità visiva.

Pur non essendo una malattia esclusiva dell’anziano, la prevalenza della malattia aumenta in maniera lineare con l’età e una percentuale di casi compare già a partire dai 40 anni, in maniera asintomatica per diversi anni. A questa età gli esperti suggeriscono di sottoporsi a un controllo oculistico che comprenda la misurazione della pressione oculare e la valutazione della testa del nervo ottico.

Poiché esiste una familiarità, i parenti di soggetti malati hanno un rischio relativo maggiore di sviluppo della malattia. Esiste anche una correlazione con condizioni sistemiche quali ipotensione ortostatica, miopia, emicrania, uso prolungato di cortisonici.

L’obiettivo è prevenire o ridurre la degenerazione del nervo ottico e di conseguenza il difetto del campo visivo. Tra le varie sostanze ad azione anti-ossidante e bio-energetica, il coenzima Q10, noto anche come ubiquinone, è considerato la più promettente per il trattamento del glaucoma.

Si tratta di una sostanza simile a una vitamina presente in molte cellule eucariotiche soprattutto a livello mitocondriale. Alcuni studi clinici hanno dimostrato che il coenzima Q10 esercita un’attività neuroprotettiva ed è stato ampiamente studiato, anche se con risultati non sempre univoci, in varie forme di neurodegenerazione come la malattia di Parkinson, l’Alzheimer, e nella SLA. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
professor Luciano Quaranta, direttore del Centro per lo Studio del Glaucoma presso l’Università degli Studi di Brescia

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