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Mal di testa, che dolore! Ma un episodio su 4 non è curato

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Pubblicato il: 24-04-2017
Mal di testa, che dolore! Ma un episodio su 4 non è curato © Thinkstock

Sanihelp.it - Un disturbo che accomuna molti italiani e risulta correlato alle (cattive) abitudini adottate quotidianamente, con ripercussioni sul benessere e la qualità di vita di chi ne soffre. Parliamo del mal di testa e delle conclusioni tratte dall’incontro di presentazione della Settimana di prevenzione del mal di testa - dall’8 al 14 maggio 2017- l’iniziativa promossa da Angelini con il contributo scientifico della Società Italiana di Neurologia, nell’ambito della seconda edizione della campagna di sensibilizzazione e prevenzione intitolata I mal di testa, togliteli dalla testa.

Sono 25,3 milioni le persone che ne soffrono nel nostro Paese. Dai risultati dell’indagine condotta da GfK sulla diffusione del disturbo e dall’analisi dei dati estrapolati dalla App iMalditesta, emerge un quadro di sofferenza significativa: il 68% di chi ha utilizzato stabilmente la App ha registrato almeno un episodio di mal di testa forte o molto forte, mentre 1 su 2 ha sofferto di mal di testa normale o forte. Le donne sono più colpite rispetto agli uomini (65% contro il 35%), in entrambi i casi tra i 25 e i 45 anni, quindi quella centrale di maggiore attività e impegno professionale, familiare e sociale.

Nel 70% dei casi, chi ha registrato l’episodio ha saputo identificare almeno una causa scatenante. Tra i fattori predominanti, prevalgono lo stress e i sentimenti di preoccupazione e ansia (36% dei casi), seguiti dagli stati di affaticamento fisico (19%) e mentale (10%). Per le donne, un’altra causa rilevante è il ciclo mestruale, con il 20% degli episodi sofferti e riferiti soprattutto al mal di testa forte. 

Questa capacità di leggere le ragioni all’origine del problema denota attenzione verso il proprio disturbo, che però non sempre è seguita da un corretto trattamento: un episodio di mal di testa su 4 non viene curato probabilmente perché si resta in attesa che passi da solo o perché si adottano altri rimedi. Il 58% ha riconosciuto l’elevato impatto del disturbo sulla vita quotidiana che ha inciso sulle attività di svago (20%), sulla vita familiare e sul sonno (16%). 

Emerge un circolo vizioso: più si vivono stati di tensione e stress e si è stanchi e ansiosi, più si è esposti a attacchi di mal di testa, cui spesso fanno seguito tristezza, depressione e irritabilità con ricadute negative sul benessere generale, sulle relazioni sociali e sulla vita personale e professionale.

Lo stile di vita ha un impatto importante: sregolatezza alimentare e dei ritmi quotidiani, sedentarietà, stress, scarsa qualità del sonno, consumo eccessivo di alcolici possono scatenare episodi di cefalea che, se trascurati o non gestiti, a lungo andare possono richiedere l’intervento del neurologo per un trattamento specifico. 



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Settimana di prevenzione del mal di testa

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