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Vademecum per i genitori

Dalla varicella alla scarlattina, è boom: ecco cosa fare

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Pubblicato il: 02-05-2017

Il vaccino è la fondamentale arma di difesa contro le più diffuse malattie esantematiche di origine virale. Dal pediatra le regole per una corretta gestione.

Dalla varicella alla scarlattina, è boom: ecco cosa fare © Thinkstock

Sanihelp.it - Con l’arrivo della primavera si ripresenta, puntuale, un picco di incidenza di malattie esantematiche. Nonostante oggi molte possano essere prevenute grazie alla profilassi con i vaccini, negli ultimi anni si è assistito a un preoccupante calo delle vaccinazioni, che ha contribuito a favorire la rinascita di queste malattie. 

Tra le patologie infettive più frequenti, morbillo, rosolia, varicella e scarlattina si caratterizzano principalmente per la comparsa di un’eruzione che può manifestarsi con puntini rossi, macchioline o vescicole. A queste se ne aggiungono altre due, prive di esantema: la parotite - contraddistinta da un ingrossamento delle ghiandole salivari poste sotto i padiglioni auricolari - e la pertosse, causata da un batterio che provoca un’infezione alle vie respiratorie. Sono molto contagiose e spesso accompagnate da febbre, tosse, prurito e talvolta dolore.

«A eccezione della scarlattina, si tratta di malattie prevenibili con la vaccinazione, che rimane la migliore arma di difesa - dichiara Maurizio de Martino, ordinario di Pediatria generale e specialistica presso l’Università degli Studi di Firenze e Direttore della Clinica pediatrica 1 dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer - Il contagio avviene per via aerea tramite goccioline di saliva emesse con un colpo di tosse o uno starnuto, anche nella fase d’incubazione, prima della comparsa dei sintomi.

Rispetto al passato, quando queste malattie si manifestavano soprattutto in primavera e autunno, oggi la loro stagionalità non è più così circoscritta: è vero che si registrano ancora dei picchi durante il periodo primaverile e autunnale, ma non sono così elevati come un tempo, rispetto ai casi che si verificano in altri periodi dell’anno. All’origine di questo diverso trend, vi è la diminuzione nel numero di soggetti protetti dal vaccino».

Ma, una volta che il bambino ha contratto la malattia? «La prima regola - continua de Martino - è consultare il pediatra. Non essendoci una cura specifica, l’esperto prescriverà farmaci per attenuare i sintomi. In presenza di febbre si può somministrare del paracetamolo: 15 mg/kg, ripetibile a intervalli di 6 ore per un totale di 60 mg/kg al giorno».

Nel caso di varicella, per alleviare il prurito è utile l’uso di un antistaminico, così come è opportuno disinfettare le vescicole e mantenere corte le unghie del bambino, per evitare che, grattandosi, possa procurarsi piccole abrasioni. Una tosse secca e stizzosa può essere, invece, calmata con uno sciroppo sedativo. Attenzione all’uso corretto dell’antibiotico: è utile soltanto in caso di scarlattina e pertosse.

I genitori non devono allarmarsi se il figlio risulta inappetente: i virus riducono la produzione di acido cloridrico, rendendo più difficoltosa la digestione. Non bisogna costringerli a mangiare ma, piuttosto, cercare di prediligere un’alimentazione leggera, a base di cibi liquidi. È importante che i piccoli bevano molta acqua o succhi di frutta. Inoltre, è raccomandato tenerli al caldo e a riposo, limitando il contatto con altre persone, per ridurre le possibilità di contagio.

«Quando il rush cutaneo scomparirà - conclude l’esperto - sarà bene tenere ancora il bimbo a casa per alcuni giorni, invece di mandarlo subito a scuola o all’asilo: l’organismo resta debilitato e il sistema immunitario può funzionare meno, esponendo il piccolo al rischio di contrarre qualche altra malattia».



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Campagna Niente Male

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