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Psoriasi: la cura cucita sul malato è più efficace

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Pubblicato il: 09-05-2017
Psoriasi: la cura cucita sul malato è più efficace © Thinkstock

Sanihelp.it - Le terapie a lungo termine sono gravate da un alto rischio di abbandono e di non aderenza, secondo recenti stime dell’OMS circa il 50% nei Paesi sviluppati. Ixekizumab, l’anticorpo monoclonale per la psoriasi moderata grave, è una molecola dall’elevata rapidità d’azione, efficacia sia nel breve che nel lungo termine oltre a profili di sicurezza tra i più elevati oggi disponibili.

La non compliance al trattamento non solo compromette l’efficacia delle cure ma determina un aumento dei costi legati a un'inefficace gestione della patologia. In questo senso complessità, durata, fallimenti precedenti, comparsa di effetti collaterali prima che il malato possa apprezzare i miglioramenti, sono tra i fattori che inficiano maggiormente l’aderenza.

La rapidità e l’efficacia in breve termine non solo giocano un ruolo fondamentale nel raggiungimento del risultato terapeutico ma garantiscono l’aderenza del malato alla terapia. Ixekizumab presenta diversi vantaggi grazie alla sua alta affinità di legame con l’interleuchina 17A, citochina chiave nel processo patogenetico della psoriasi.

È proprio dall’interazione con questa citochina che il meccanismo patogenetico viene bloccato con una azione quasi chirurgica. Inoltre, sin dalle prime settimane di trattamento ixekizumab si è dimostrato più efficace su tutti gli obiettivi raggiungendo un miglioramento significativo del 75, 90 e 100% dell’indice PASI. E i risultati si mantengono nel lungo periodo: l’alto indice di risposta al trattamento viene mantenuto fino a 108 settimane di terapia, quando la maggior parte dei malati vede confermata la risoluzione quasi completa (PASI 90) o completa (PASI 100) delle placche psoriasiche, quest’ultima raggiunta da oltre il 50% dei malati.

Sull’aderenza alle cure influiscono in negativo l’insorgenza di effetti collaterali, per cui per ciascun farmaco è importante che il bilancio tra effetti collaterali e benefici ottenuti sia favorevole: una recente analisi integrata ha preso in esame oltre 7800 individui affetti da psoriasi moderata-severa trattati con ixekizumab in 7 studi clinici  per un totale di 264 settimane. Dai risultati emerge un ottimo profilo di sicurezza del farmaco sia nel breve che nel lungo termine, che, unito alla rapidità d’azione e l’efficacia, lo candida come tra i migliori farmaci di prima scelta.



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