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Brutti voti e pagelle: 3 consigli per i genitori

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Pubblicato il: 09-05-2017

Niente ansie inutili, un po' di comprensione sulla stanchezza di fine anno e zero compromessi tra studio e sport: il secondo non si tocca.

Brutti voti e pagelle: 3 consigli per i genitori © Thinkstock

Sanihelp.it - Si avvicina la fine dell'anno scolastico. Compiti in classe, interrogazioni, corse per recuperare il programma e, dulcis in fundo…pagelle. L’ansia del voto non affligge solo bambini e ragazzi, alle prese con maratone di studio infinite, ma anche i genitori, spesso troppo preoccupati del rendimento dei figli, tanto da creare uno stato di costante tensione che, anziché spronare i ragazzi a fare meglio non fa che aumentare l’ansia da prestazione.

Per dare una mano ai genitori in ansia da risultati, Alessandro Rocco, co-fondatore di W la dislessia, progetto nato con l’obiettivo di creare un metodo per aiutare ragazzi e bambini con difficoltà di apprendimento, stila un piccolo vademecum di consigli. 

«I voti spesso generano reazioni catastrofiche da parte dei genitori, se non sono all’altezza delle aspettative. Scontato sottolineare che più ansia si trasmette ai figli, peggiori saranno i risultati, con l’aggravante che il ragazzo sarà portato a mentire sui voti - spiega Rocco - Un brutto voto non è la fine del mondo e ai figli va lasciata la possibilità di sbagliare.

Altro comportamento da evitare come la peste è quello di togliere, o minacciare di farlo, ore di sport per aumentare il tempo di studio. L’80% dei ragazzi a cui è stato negato lo sport ha ottenuto voti peggiori. La verità è che lo sport aiuta i ragazzi ad autodisciplinarsi, a organizzarsi e a darsi obiettivi precisi, per questo vietarlo come misura disciplinare è controproducente.

Infine, questo periodo dell’anno contribuisce a far sentire tutti più stanchi. La voglia di stare all'aperto e l'aumento di temperature sono la causa della svogliatezza dei ragazzi. Meglio evitare la classica domanda: Com’è andata a scuola? Questa domanda mette solo ansia e fa arrabbiare te perché la risposta che si riceve non va oltre un misero bene. Concentratevi di più sulla persona e vedrete che anche lo studente più pigro migliorerà», è l’ultimo consiglio di Alessandro Rocco.



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Alessandro Rocco

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