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In certi casi è addirittura migliore

Il nostro olfatto: quasi come quello degli animali

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Pubblicato il: 22-05-2017
Il nostro olfatto: quasi come quello degli animali © Thinkstock

Sanihelp.it - L’olfatto degli esseri umani potrebbe essere molto più sviluppato di quanto siamo portati a credere. Ad affermarlo è uno studio, condotto da John P. McGann della statunitense Rutgers University di Piscataway, secondo il quale le capacità olfattive del complesso insieme di recettori del naso umano non sono per nulla inferiori a quelle della maggior parte degli altri mammiferi.

L’errata convinzione circa il nostro presunto deficit olfattivo ha origine scientifica in alcuni studi effettuati nel 1800 da un famoso neurochirurgo francese, Paul Broca, secondo il quale essendo il nostro bulbo olfattivo (struttura che ha il compito di elaborare gli odori in una prima fase) relativamente piccolo, il senso dell’olfatto deve necessariamente essere meno sviluppato che negli altri animali. In realtà, secondo McGann, il bulbo olfattivo umano sarebbe sufficientemete grande e avrebbe un numero di recettori simile a quelli presenti nel bulbo di altri mammiferi.

Lo scienziato avrebbe inoltre scoperto che gli esseri umani riuscirebbero a rilevare sino a circa un trilione di odori diversi, e non i 10 mila di cui si è soliti leggere sui libri di psicologia introduttiva. Perciò la nostra specie sarebbe in grado di individuare e discriminare una enorme gamma di odori: secondo i ricercatori, in certi casi siamo più sensibili dei roditori e dei cani; inoltre, come i segugi, siamo in grado di seguire le tracce di un odore. Non solo, il naso avrebbe un ruolo fondamentale anche sul piano del comportamento e su quello affettivo/emozionale: la scelta del partner, ad esempio, è in una certa misura condizionata proprio dall’olfatto.

Questo senso è, infine, un importante fattore da considerare nel caso di Alzheimer e Parkinson, dato che spesso una perdita di olfatto è il primo segnale di un possibile sviluppo di queste patologie.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Rutgers University

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