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Positive Nutrition: mangiare con il sorriso allunga la vita

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Pubblicato il: 25-05-2017
Positive Nutrition: mangiare con il sorriso allunga la vita © Thinkstock

Sanihelp.it - Pensare positivo anche quando ci si siede a tavola. Non si parla solo di longevità, ma di durata della vita in buona salute, o healthspan, come la definiscono negli Usa, ovvero la longevità al netto degli anni di malattia.

È questa la chiave che può invertire il trend che ha portato un aumento dei casi di obesità in 45 anni dal 15 al 36% della popolazione adulta, con pacchetto calorico giornaliero superiore di 300 calorie rispetto agli anni Settanta. 

La cosiddetta infiammazione silente, che concorre all’invecchiamento, è alla base di importanti malattie croniche (diabete e obesità, tumori, patologie cardiovascolari, neurodegenerative e così via). Massimizzare la durata della vita in salute agendo sull’infiammazione silente è l’obiettivo della Positive Nutrition: deriva da un concetto della psicologia dove il pensare positivo è un approccio culturale che aiuta a raggiungere una maggiore felicità. Non è la proposta dell’ennesima dieta del momento, ma uno stile di vita da abbracciare per sempre. 

Positive Nutrition. I pilastri della longevità è anche il titolo dell’ultimo libro di Barry Sears (Sperling&Kupfer), presidente della Inflammation Research Foundation e tra i massimi esperti nel campo del controllo della risposta ormonale attraverso la dieta, secondo cui l’infiammazione silente è alla base dell’eccesso di peso e di gran parte delle malattie. 

L’infiammazione – spiega Sears – permette di difenderci dalle invasioni microbiche e consente alle lesioni fisiche di guarire. Se, però, non si risolve in maniera adeguata, diventa un’infiammazione a bassa intensità che può attaccare i nostri stessi organi, accelerando l’insorgere di malattie croniche.

Serve una strategia nutrizionale che riesca a controllarla mantenendola entro una zona di valori né troppo alti né troppo bassi, riducendo l’apporto calorico, ma senza provocare quella spiacevole sensazione di sentirsi stanchi o affamati.

Una dieta antinfiammatoria prevede una riduzione di cibi pro-infiammatori, come gli acidi grassi idrogenati (prodotti da forno, da pasticceria, da fast food, margarina eccetera), gli acidi grassi saturi (carni rosse, latte, burro e formaggi) e gli acidi grassi omega-6 (da cui deriva l’acido arachidonico). Da privilegiare, gli acidi grassi monoinsaturi (olio di oliva, per esempio) e, soprattutto, i polinsaturi omega-3. Il rapporto ideale nella dieta tra omega-6/omega-3 è di 2:1.

Pesce, alghe, verdure, spezie. Sono alcuni degli alimenti-farmaci che non dovrebbero mancare mai a tavola perché ricchi di acidi grassi omega-3 e polifenoli, considerati dei Superfood perché si è visto che sono molto presenti nell’alimentazione delle popolazioni più longeve. 

Appartengono al gruppo dei Superfood anche i polifenoli presenti nelle piante. Si comportano come trainer per le cellule, perché sono in grado di innescare la trascrizione genica. In pratica, insegnano alle cellule a mantenere il controllo dello stress ossidativo, dell’infiammazione e del metabolismo. Come assumere questi nutrienti? Scegliendo bene gli alimenti e/o ricorrendo a un’integrazione. 

La stessa Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) ha espresso un parere scientifico sui livelli di assunzione di Omega-3. Per ottenere gli effetti indicati di riduzione della pressione sanguigna e dei livelli dei trigliceridi occorre un’assunzione di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) compresa tra 2 e 4 grammi al giorno, mentre per il mantenimento di una normale funzione cardiaca è sufficiente un’assunzione di 250 mg.

Per i polifenoli, l’Efsa ha stabilito che per poter svolgere una funzione antiossidante, migliorare il metabolismo dei grassi e proteggere dal colesterolo cattivo il consumo dovrebbe essere per lo meno pari a 5 mg di idrossitirosolo (uno dei polifenoli contenuti nell’olio di oliva). Per quanto riguarda i polifenoli del cacao, l’Efsa ha stabilito che i flavanoli aiutano a mantenere un buon flusso sanguigno e quindi a prevenire l’aterosclerosi se ne assumiamo 200 mg al giorno, una quantità che si raggiunge con 2,5 grammi di polvere di cacao o 10 grammi di cioccolato fondente. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
4th International Congress Science in Nutrition

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