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Aumentano i rischi di demenza e patologie neurodegenerative

Dormi troppo poco? Grossi rischi per il tuo cervello

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Pubblicato il: 26-05-2017
Dormi troppo poco? Grossi rischi per il tuo cervello © Thinkstock

Sanihelp.it - Secondo uno studio dell’Università Politecnica delle Marche, condotto da Michele Bellesi, nei casi in cui la mancanza di sonno diventa cronica vi è il rischio che il cervello inizi a distruggere e divorare le proprie cellule danneggiate a causa dell’insonnia. Stando alla scoperta, pubblicata sul Journal of Neuroscience, si potrebbe parlare di una sorta di cannibalismo a cui il cervello ricorrerebbe per eliminare i detriti tossici e ripristinare i circuiti neurologici logorati dallo scarso riposo; dunque sulle prime si tratterebbe di una reazione necessaria alla sopravvivenza del principale organo del sistema nervoso, ma che sul lungo periodo rischierebbe di accrescere il pericolo di alcuni disturbi neurologici tra cui anche il morbo di Alzheimer.

Per giungere a questa conclusione, il gruppo di ricercatori guidato da Bellesi ha effettuato un esperimento su alcune cavie da laboratorio. I topi sono stati suddivisi in tre gruppi: nel primo i roditori sono stati lasciati dormire liberamente, nel secondo gruppo sono stati tenuti svegli per otto ore, mentre i topi del terzo gruppo sono stati privati del sonno addirittura per cinque giorni. Durante l’esperimento gli studiosi hanno osservato sia l’attività degli astrociti - quelle cellule che hanno la funzione di potare le sinapsi inutili, modellandole nel modo migliore - sia quella delle cellule microgliali - che fungono da spazzini del cervello ripulendolo dalle cellule danneggiate e dai loro detriti. Si è potuto osservare che sia gli astrociti sia le cellule microgliali erano molto più attive nei roditori maggiormente assonnati. Ma se l’attività degli astrociti è una buona cosa, dato che va a colpire le sinapsi più anziane e dunque più stanche, ciò che preoccupa i ricercatori è l’attività delle microgliali, su cui dunque hanno posto attenzione, dato che proprio nel morbo di Alzheimer (e in altre forme di neurodegenerazione) è stata riscontrata una forte attivazione microgliale.

La scoperta è comunque fondamentale, giacché se confermata porrebbe una forte relazione tra la mancanza prolungata di sonno e alcune forme di demenza degenerativa.



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Journal of Neuroscience

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