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Nessun rischio per la gravidanza dopo il tumore al seno

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Pubblicato il: 07-06-2017
Nessun rischio per la gravidanza dopo il tumore al seno © Thinkstock

Sanihelp.itIl tumore al seno è la più frequente neoplasia tra la popolazione femminile, con una percentuale del 30%, seguito dai tumori del colon-retto (13%), del polmone (6%), della tiroide (5%) e dell’utero (5%). Solo in Italia, nel corso del 2016, si sono ammalate di carcinoma al seno 50 mila donne, una ogni otto, principalmente coloro che rientrano nella fascia di età sino ai 49 anni.

Sempre di più, dunque, il tumore al seno colpisce donne giovani che una volta guarite - fortunatamente la mortalità è in continuo calo, ogni anno diminuisce infatti dell’1,4% - potrebbero eventualmente pensare alla maternità. E’ allora che può sorgere la domanda: una gravidanza, con le modificazioni ormonali che implica, può in un qualche modo ‘risvegliare’ la malattia?

Stando a una recente ricerca di un team di studiosi italiani dell’Ospedale di Macerata e dell’Istituto Europeo di Oncologia, in collaborazione con colleghi spagnoli, belgi, danesi e americani, la risposta è no: diventare mamma dopo un tumore al seno si può e senza rischi di ricadere nella malattia. Sino a quest’ultima scoperta i medici erano dell’idea che la gravidanza potesse accrescere il rischio che il tumore si ripresentasse, risvegliando le cellule tumorali rimaste eventualmente nell’organismo. In realtà non è così: i ricercatori hanno effettuato uno studio su 1200 donne, di età inferiore ai 50 anni, sopravvissute a un cancro; dopo averle seguite per 10 anni a seguito della diagnosi hanno potuto osservare che non vi è differenza fra chi ha avuto una gravidanza e chi no. Tuttavia, hanno precisato i medici, per stabilire quanto tempo attendere prima di pensare a una possibile gravidanza è bene considerare, per ogni singolo caso, il rischio personale di recidiva, particolarmente nelle donne che hanno avuto quelle forme tumorali chiamate Her 2 positive. In costoro, infatti, in caso di gravidanza è necessario interrompere la terapia ormonale adiuvante, proprio come prevenzione delle recidive. Ciò che appare incredibile, però, è che sì è riscontrato che le donne Her 2 negative, una volta rimaste incinte, avevano un 42% di probabilità in meno di ammalarsi rispetto alle altre; l’ipotesi avanzata dai ricercatori è che, per costoro, la gravidanza sia un fattore protettivo, ma per averne conferma servirà condurre ulteriori indagini.



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