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Speranze anche per chi tende a scottarsi

In futuro sarà possibile abbronzarsi... in provetta

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Pubblicato il: 21-06-2017
In futuro sarà possibile abbronzarsi... in provetta © Thinkstock

Sanihelp.it - La scoperta, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cell Reports, è stata effettuata da un team ricercatori del Massachusetts General Hospital e del Dana-Farber Cancer Institute di Boston: si tratta di una molecola che stimola la produzione di melanina e che, in un futuro prossimo, potrebbe consentire di abbronzarci in modo naturale e tenendoci lontani dai pericolosi raggi UV. La molecola non è ancora stata testata sull'uomo, ma ha dimostrato di funzionare sui topi e su frammenti di pelle umana.

Per giungere a questa scoperta, gli scienziati, guidati dal dermatologo David Fischer, hanno effettuato alcuni esperimenti su un campione di topi di laboratorio, intervenendo sulla variante del gene MC1R che, nei roditori, provoca una peluria color ruggine; la stessa variante che, negli esseri umani, determina il colore rosso dei capelli. Normalmente l’MC1R codifica per un recettore che si trova sulla superficie di quelle cellule dell’epidermide chiamate melanociti. Durante l’esposizione al sole, questo recettore stimola una rapida produzione di melanina; cosa che però in chi ha i capelli rossi e la pelle molto chiara (così come nei topi dalla peluria color ruggine) non avviene, motivo per cui queste persone tendono a scottarsi (e non ad abbronzarsi) se esposte al sole.

I ricercatori hanno individuato una proteina, la chinasi Na+ inducibile (SIK), che funziona come una sorta di interruttore di spegnimento della produzione di melanina. Dopodiché sono riusciti a scovare una molecola in grado di inibire questa attività della SIK; una volta iniettata la molecola nei roditori dal pelo rosso si è notato che, nel giro di soli 7 giorni, la loro pelle era diventata nera: un’abbronzatura rapida ma anche reversibile, dato che nell’arco di due settimane l’effetto era svanito senza produrre danni collaterali.

L’esperimento è stato riprodotto in vitro anche su alcune cellule di pelle umana e l’effetto è stato analogo; per di più, a differenza dei comuni spray abbronzanti, questa molecola riesce ad intervenire in profondità sulla produzione di melanociti, donando alla pelle un colore naturale.



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Cell Reports

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