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Dove partorirò? 10 domande da farsi prima di decidere

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Pubblicato il: 04-07-2017

Un'esperta spiega quali requisiti deve avere un ospedale per accogliere le partorienti. Ecco i dubbi più comuni e le risposte della specialista.

Dove partorirò? 10 domande da farsi prima di decidere © Thinkstock

Sanihelp.it - Ecco 10 domande che è bene porsi per individuare l'ospedale per partorire più adatto alle proprie esigenze, con le risposte di Ida Salvo, del Gruppo di studio Ostetricia della Siaarti (Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva).

1. Il centro effettua un numero sufficiente di parti all'anno per essere considerato sicuro? Il volume di parti eseguiti in un anno è un importante indice di sicurezza. L’Accordo del 2010 tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ha fissato la soglia di almeno 1.000 parti all'anno quale parametro standard cui tendere per il mantenimento o l'attivazione dei punti nascita.

2. Rispetta la giusta proporzione di parti con taglio cesareo? Un basso numero di parti cesarei primari (primo parto con taglio cesareo di una partoriente) eseguiti in una struttura può indicare un più alto grado di appropriatezza, segno che i medici e le partorienti hanno condiviso una scelta più adeguata rispetto alla reale necessità.

Il decreto ministeriale del 2 aprile 2015 n.70 ha fissato al 25% la percentuale di cesarei come riferimento per le strutture che effettuano un numero di parti maggiore di 1000, mentre al 15% per le strutture che effettuano meno di 1000 parti. 

3. È tra le strutture premiate con i Bollini Rosa? Questo è il premio che O.N.Da (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) assegna agli ospedali più attenti alle esigenze delle donne, ossia a quelle strutture che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili. 

4. Garantisce l’analgesia epidurale 24h su 24? Partorire senza dolore dovrebbe essere un diritto di tutte le donne. L'analgesia epidurale, infatti, è stata inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) nel 2008.

Ancora oggi, però, in molte si vedono costrette a rinunciarvi, specialmente se il parto avviene di notte o nel fine-settimana. Un passaggio storico è rappresentato dalla recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dall'entrata in vigore dei nuovi LEA. La speranza è che porti a un miglioramento nella diffusione della parto-analgesia. Intanto, l'unico modo per assicurarsela è scegliere un ospedale che la offre 24 h su 24, 7 giorni su 7.

5. Dispone di un'Unità di Terapia Intensiva Neonatale? È importante soprattutto nei casi a rischio: quando la gravidanza è gemellare o plurigemellare o in presenza di complicanze (diabete, eccessivo aumento di peso, pressione troppo alta). 

Se la gravidanza è fisiologica, invece, può essere sufficiente orientarsi verso un centro di primo livello (che accoglie donne dalla 34esima settimana di gestazione dove non ci sia bisogno di interventi di livello tecnologico e assistenziale elevato), assicurandosi che disponga di trasporto in utero o trasporto in emergenza neonatale.

6. È attrezzato per la raccolta del sangue cordonale? Per individuare gli ospedali attrezzati per la raccolta, basta verificare la presenza della certificazione internazionale JACIE, assegnata da EBMT (Società Europea per Trapianto di cellule staminali emopoietiche). Altre strutture svolgono solamente il servizio di raccolta in collaborazione con banche pubbliche o private che si occupano invece della conservazione.

 7. Offre il servizio di rooming-in? La possibilità di tenere il bambino in camera con sé facilita il buon avvio dell’allattamento al seno e la formazione del legame di attaccamento mamma-bambino. L'attenzione dell'ospedale per l'allattamento al seno è un altro fattore da verificare, per esempio confrontandosi con altre donne che hanno partorito nella stessa struttura. 

8. Consente al padre del bambino di entrare in sala parto? Meglio non dare nulla per scontato e assicurarsi che l'ospedale lo consenta. 

9. È raggiungibile facilmente? Sebbene non sia il parametro più importante, la distanza da casa è un fattore da tener presente. 

10. Dispone di vasca per il parto in acqua o di altri strumenti che agevolano la nascita? Una volta accertato che l'ospedale risponde ai requisiti minimi di qualità e sicurezza, ci si può concentrare sulla modalità di parto preferita. Alcuni ospedali sono attrezzati con vasca, spalliera, sgabello olandese o lettini ribassati. 



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