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Chirurgia plastica, attenzione alle qualifiche

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Pubblicato il: 10-07-2017
Chirurgia plastica, attenzione alle qualifiche © Thinkstock

Sanihelp.it - Chirurgo plastico, chirurgo estetico: non tutti i medici, anche se esercitano la chirurgia plastica, si possono definire così. Anzi, in base al parere legale diffuso dalla Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE si possono legittimamente fregiare di questi titoli solo i laureati in medicina e chirurgia che hanno proseguito il loro corso di studi con la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica di 5 anni. Lo stesso vale per chi utilizza la dicitura di specialista o specializzato in Chirurgia Plastica, illecita da parte di chi non ha conseguito il diploma rilasciato dalla Scuola di Specializzazione in questa disciplina.

E questo in conseguenza del divieto – previsto dalla legge - di ingenerare nel consumatore medio la convinzione che il medico sia invece in possesso di tale titolo.

Insomma, non vale utilizzare titoli che possano suggerire l’idea al potenziale paziente che quel medico abbia conseguito una formazione della quale è invece sprovvisto. E il tutto, ovviamente, si riferisce anche a chi ha frequentato i master in chirurgia plastica o chirurgia estetica, corsi di formazione universitaria rivolti a chi desidera avvicinarsi alla disciplina, ma non equiparabili alla Scuola di specializzazione. 

Tuttavia, in base al nostro ordinamento, anche il medico che non è specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica può eseguire alcuni interventi di chirurgia plastica, così come può legittimamente eseguire interventi di oculistica, ginecologia, ortopedia e di molte altre specialità.

«Ma è importante che il paziente che si fa fare un lifting da chi non ha conseguito il titolo di Specialista in Chirurgia Plastica sappia che è come farsi operare alla retina da chi è laureato in medicina e chirurgia ma non è specialista in Oculistica, o ai legamenti del ginocchio da un medico, sì, ma non specialista in Ortopedia e Traumatologia», sottolinea Palombo.

Pazienti, quindi, attenzione. Prima di scegliere un medico, è sempre meglio fare una domanda in più, soprattutto se relativa alla formazione conseguita. Una dicitura come dottor Tizio Caio Chirurgia Plastica, per esempio, può essere utilizzata da chi non ha frequentato la Scuola di Specializzazione.

E non è solo una questione di etichette o di vuoti titoli.

«Conseguire la Specialità vuol dire fare pratica in ospedale per cinque anni, tutti i giorni, acquisendo dimestichezza con tutte le tecniche e i dispositivi utilizzati dalla Specialità – sottolinea ancora Palombo -. La chirurgia plastica è una pratica sicura, a patto però che sia eseguita in ambienti idonei e da specialisti seri e preparati, che si sono formati nel migliore e più completo dei modi per affrontare questi interventi e le eventuali complicanze che possono derivare. In ogni atto umano è insito un rischio e gli interventi di chirurgia plastica, ovviamente, non fanno eccezione. Per questo è fondamentale affidarsi a chi ha studiato per fronteggiare ogni eventualità».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE

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