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Prevenzione

Abbronzarsi senza sole e senza rischiare cancro alla pelle

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Pubblicato il: 18-07-2017

Presto (forse) sarà possibile abbronzarsi senza sole, è in arrivo dagli Stati Uniti un nuovo farmaco che stimola la produzione di melanina

Abbronzarsi senza sole e senza rischiare cancro alla pelle © Thinkstock

Sanihelp.it - Potrebbe arrivare presto dagli Stati Uniti un farmaco che stimola la produzione di melanina e colora la pelle senza esporla al pericolo di cancro. Un prodotto al momento in fase sperimentale (testato con successo su cellule di cute umana e sui topi), che funzionerebbe anche nelle persone con i capelli rossi, per le quali abbronzarsi è sempre molto difficile, in quanto sotto il sole si scottano e la loro pelle, anziché dorata come vorrebbero diventasse, assume spesso un deciso color porpora, rischiando oltretutto, più degli altri, il melanoma e altre neoplasie cutanee.

Il nuovo farmaco è stato studiato al Massachusetts General Hospital americano, e i risultati dello studio sono stati riportati sulla rivista Cell Reports. "Non sarà un prodotto di cosmesi - assicurano i ricercatori - ma una possibile arma anticancro e anti-invecchiamento, che protegge la cute dai raggi ultravioletti".

Il farmaco sta dimostrando di avere un potente effetto abbronzante, spiega alla Bbc online David Fisher, uno degli scienziati coinvolti nella ricerca.«Al microscopio vediamo vera melanina», dice in merito ai risultati ottenuti sui campioni trattati. L’aspetto più importante di questo studio è che l'attivazione del pigmento è UV-indipendente, cioè avviene in assenza di raggi ultravioletti (proteggendo, di fatto, la cute dal rischio tumori). Il criterio seguito si differenzia totalmente dalle strade percorse finora per abbronzare la pelle: dalle creme autoabbronzanti ai lettini solari, alle pillole che aumentano la produzione di melanina che però hanno bisogno di luce UV.

A muovere Fisher e colleghi è la grande frustrazione legata alla mancanza di progressi nella lotta contro il cancro della pelle, afferma il ricercatore. Abbronzatura a parte, «il nostro vero obiettivo è sviluppare una nuova strategia per proteggere la cute dalle radiazioni UV e dal rischio di tumori» spiega lo scienziato. Si sa infatti che«la produzione di melanina è associata a un ridotto rischio per tutte le forme neoplastiche della pelle».

Dai test condotti fino a questo  momento è risultato che la melanina indotta dal nuovo farmaco sarebbe effettivamente in grado di bloccare gli ultravioletti dannosi. Per questo un’idea sarebbe quella di utilizzare il prodotto in abbinamento alle creme solari già in commercio, così da garantire la massima protezione possibile.



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