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Il mal di testa non va in vacanza: 3 consigli salva-ferie

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Pubblicato il: 01-08-2017
Il mal di testa non va in vacanza: 3 consigli salva-ferie © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Il rischio di mal di testa in vacanza è molto diffuso, come spiega Gennaro Bussone, Primario Emerito Istituto Neurologico C. Besta di Milano e Presidente Onorario Anircef: In vacanza cambiano i ritmi di vita. «Si passa in genere da uno stile di vita sedentario e in ambienti chiusi ad attività all’aria aperta. Anche l’equilibrio sonno-veglia viene alterato, così come le abitudini alimentari, sia nei cibi che mangiamo sia negli orari e, a volte, si saltano addirittura i pasti. Molte altre cause stravolgono la routine quotidiana e possono scatenare episodi cefalalgici, spesso di natura tensiva e occasionale».

Tuttavia, i mal di testa non sono tutti uguali. Esistono diverse tipologie, ciascuno con una causa scatenante che è importante imparare a riconoscere e distinguere, in modo da prevenirlo quando possibile e ad agire precocemente con il trattamento più adeguato.

Se lo stress è la principale causa della cefalea di tipo tensivo, esistono altri fattori che possono causare mal di testa. Cambiamenti climatici repentini, aria condizionata, posture scorrette nei lunghi viaggi possono colpire la zona del collo e delle spalle e scatenare il cosiddetto mal di testa da cervicale e il fisiologico squilibrio ormonale legato al ciclo mestruale è, per le donne, causa del processo infiammatorio che provoca il mal di testa da ciclo.

È consigliabile trattare ognuno di questi con soluzioni mirate, scegliendo non solo la tipologia di farmaco più adeguata per le caratteristiche del disturbo, ma anche il dosaggio più adatto, commisurato all’intensità del dolore. Nell’ambito dell’automedicazione, i farmaci analgesici e antinfiammatori sono la categoria di trattamento di riferimento per la gestione del mal di testa occasionale ma, a seconda della natura, della localizzazione, della durata e dell’intensità del dolore, è bene valutare il rimedio che meglio risponde alle proprie esigenze.

Tra gli antinfiammatori, l’ibuprofene è il trattamento con il rapporto di  efficacia-tollerabilità migliore, per il suo profilo di sicurezza dimostrato e per la sua rapidità di azione, anche ai dosaggi più bassi. «Agire precocemente significa poter gestire il proprio disturbo attraverso l’assunzione di un farmaco a basso dosaggio, ma efficace perchè l’episodio cefalalgico non è ancora esploso in maniera violenta - continua Bussone - Tra le diverse soluzioni disponibili, l’ibuprofene nel dosaggio da 200mg risponde bene a questa esigenza, insieme a qualche accorgimento in vacanza».

Primo. Curare l’alimentazione, il sonno, la propria attività fisica e cercare di vivere il tempo libero con serenità, rilassandosi e magari stando all’aria aperta.

Secondo. Bere tanta acqua e scegliere cibi sani e nutrienti come frutta, verdure fresche e alimenti a base di zuccheri a pronta disponibilità, specialmente per la colazione (miele e  marmellata), impegnarsi in attività ricreative e fare lunghe passeggiate.

Terzo: in caso i sintomi del mal di testa comincino a manifestarsi, non aspettare l’intensificarsi del dolore ma intervenire subito con un farmaco antinfiammatorio, partendo dal dosaggio più basso.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Gennaro Bussone, Primario Emerito Istituto Neurologico C. Besta di Milano e Presidente Onorario Anircef

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