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La difficile estate di chi soffre di glaucoma

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Pubblicato il: 09-08-2017
La difficile estate di chi soffre di glaucoma © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Per chi è predisposto o soffre già di glaucoma, l’estate rappresenta quasi una tortura: il sole è nemico di questa patologia sempre più neurologica, strettamente collegata ai radicali liberi e costantemente in aumento. Alcuni studi dimostrano che l’esposizione prolungata al sole senza una protezione adeguata può provocare danni permanenti agli occhi. La luce ultravioletta, che si riflette maggiormente sulla sabbia e sull’acqua, può provocare una bruciatura sulla superficie dell'occhio (cornea e congiuntiva).

Per chi soffre di questa patologia, il problema è l’eccesso di luce che rappresenta un fastidio enorme perché gli occhi sono più sensibili. Un ricercatore inglese sostiene che l’esposizione alla luce potrebbe rappresentare un fattore di stress per la retina perché determina una maggior richiesta energetica e la necessità di metabolizzare un maggior numero di radicali liberi e, poiché nel glaucomatoso il mitocondrio funziona mal,e la luce potrebbe rendere le cellule retiniche più suscettibili al danno.

Dunque vale la raccomandazione fatta in estate a tutti: proteggere gli occhi indossando occhiali da sole e un cappello largo con visiera. Gli occhiali da sole possono schermare quasi il 100% della luce UV e ridurre al minimo lo stimolo dannoso.

Il caldo si associa in genere a un abbassamento della pressione arteriosa, che può essere più marcato in chi assume i farmaci antipertensivi come i betabloccanti, che abbassano la pressione sistemica. È stato appurato che quando si abbassa la pressione sistemica si abbassa anche la quantità di sangue che arriva al nervo ottico.

Una ricerca condotta presso la School of Optometry and Vision Science, Queensland University of Technology ha dimostrato che i malati di glaucoma hanno una guida meno sicura: nel corso del test infatti avevano commesso il doppio degli errori rispetto ai soggetti che non soffrivano di questa malattia. Gli errori riguardavano il posizionamento nella corsia giusta, la capacità di avvicinamento alle altre automobili e il sorpasso. I ricercatori hanno constatato che questi errori si verificano principalmente ai semafori e agli incroci.

In effetti le persone che hanno avuto una perdita di campo visivo dovuta al glaucoma possono essere più lente nelle reazioni ai vari cambiamenti che si verificano mentre si guida. Da alcuni questionari compilati emerge che sono loro stessi ad autolimitarsi riducendo l’attività di guida specie di notte perché si rendono conto come le loro prestazioni automobilistiche siano peggiori.

Per questo è importante poter disporre di sistemi di rilevamento della funzione visiva che mimino le condizioni di guida. Un sistema di questo tipo è attualmente in corso di validazione presso il Comitato esecutivo della Società Italiana di Perimetria e Diagnostica per Immagini (SIPe) e dovrebbe diventare realtà tra circa un anno.  

Il viaggio aereo raramente ha un effetto sulla pressione intraoculare ma, poiché l'aria in cabina può diventare asciutta, è bene portarsi dietro le lacrime artificiali, soprattutto se il volo è lungo, e il farmaco prescritto dal medico, in modo da evitare di saltare una somministrazione in caso di voli lunghi o in ritardo o di smarrimento del bagaglio. 



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Meet the Expert, organizzato con il patrocinio della Società Italiana Glaucoma (SIGLA)

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