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Forse meglio i cicli brevi di terapia

Antibiotici, è sempre bene proseguire la cura?

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Pubblicato il: 01-08-2017
Antibiotici, è sempre bene proseguire la cura? © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Come tutti sappiamo, per quanto riguarda le terapie a base di antibiotici, la raccomandazione che viene rivolta dai medici è quella di completare sempre e comunque l’intero ciclo di cura, per evitare il rischio che i microrganismi sviluppino resistenza al farmaco. Ora, però, stando a quando dichiarato da un team di ricercatori britannici coordinati dalla Brighton and Sussex Medical School, portare a compimento l’intero ciclo di terapia antibiotica potrebbe talvolta rivelarsi una scelta sbagliata, giacché è proprio così facendo che, in realtà, i batteri svilupperebbero la farmaco-resistenza.

Martin Llewelyn, il principale autore dello studio, pubblicato sul British Medical Journal, sostiene infatti che potrebbe essere più sano, per il singolo e per la comunità, interrompere la terapia prima del termine della prescrizione, ossia appena i sintomi dell'infezione scompaiono. La ricerca sostiene inoltre che sarebbero sempre più in aumento le evidenze scientifiche secondo le quali sono più sicuri i cicli brevi di terapia (3 giorni) che non quelli lunghi (5-7 giorni) che, a tutt’oggi, vengono solitamente prescritti.

Secondo i ricercatori che hanno effettuato lo studio, dal titolo »The antibiotic course has had its day», l’idea di continuare il trattamento anche dopo eventuale scomparsa dei sintomi è una convinzione datata, risalente ai tempi in cui Alexander Fleming, premio nobel per la scoperta della penicillina, suggerì un utilizzo prolungato del farmaco. Nei decenni successivi la scienza ha approfondito notevolmente le conoscenze sui meccanismi di azione degli antibiotici e sullo sviluppo di farmaco-resistenza nei batteri; ma, dichiarano sempre gli autori dello studio, sulle strategie più corrette per l’utilizzo di questi farmaci non si sarebbe lavorato abbastanza, prendendo per buone le raccomandazioni di buonsenso dei pionieri della lotta ai microrganismi. 

Llewelyn e colleghi, dunque, sottolineano la necessità di rivedere profondamente le attuali linee guida per l’utilizzo degli antibiotici; e suggeriscono la possibilità di consigliare la sospensione dei farmaci non appena si risolvano i sintomi della malattia.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
British Medical Journal

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