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Così Elena Di Cioccio ha sconfitto l'endometriosi

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Pubblicato il: 08-08-2017

Le prime avvisaglie nel 2013, l'intervento chirurgico due anni dopo. E ora la conduttrice è diventata anche istruttrice di yoga, attività in parte preclusale dalla malattia.

Così Elena Di Cioccio ha sconfitto l'endometriosi © rete

Sanihelp.it - «Era il 2013 quando ho riscontrato per la prima volta i sintomi dell’endometriosi, malattia abbastanza frequente che purtroppo a volte crea anche problemi di infertilità, ma la diagnosi l’ho ricevuta tempo dopo. Sola in casa, in preda al panico, ho chiamato l’ambulanza. Nel tragitto al pronto soccorso confesso di aver pensato al peggio, perfino a un tumore» racconta Elena Di Cioccio in una intervista al magazine Ok salute e benessere.

Come in molti altri casi simili, la diagnosi è stata inizialmente muta: analisi e accertamenti in day hospital non hanno rivelato nulla. Ma i problemi per la conduttrice restavano e le impedivano anche di dare il meglio di sé in quella che è la sua passione: lo yoga. « Determinata a ottenere il brevetto di insegnante, nell’autunno del 2014 mi allenavo quasi tutti i giorni, ma per quanto mi impegnassi non riuscivo ad aprire in modo corretto il bacino e le anche» spiega. «Sentivo come un chiodo piantato nella parte alta dei glutei, mentre il muscolo del quadrato dei lombi diventava sempre più contratto e infiammato».

È così che, decisa a trovare una soluzione, si è rivolta a un ginecologo: « Ed è stata la svolta. Gli è bastato ascoltarmi e visitarmi per sospettare una forma di endometriosi ai legamenti sacro-uterini, diagnosi confermata poi dagli esami. In pratica, avevo frammenti dello strato interno dell’utero attaccati ai legamenti che uniscono la parte profonda della vagina all’osso sacro. Ecco perché non riuscivo ad aprire a dovere bacino e anche!» continua Di Cioccio. «Il medico spiegò che in quelle condizioni lo yoga per me era veleno e per tornare a praticarlo avrei dovuto sottopormi a un intervento per rimuovere i focolai di tessuto endometriale cresciuti fuori dall’utero. Non ho esitato».

Si è fatta operare, optando per un intervento a cielo aperto, nel maggio 2015, dopo una cura farmacologica di sei mesi. «Per facilitare il recupero, un mese prima dell’intervento ho fatto esercizi di rafforzamento del pavimento pelvico e dei muscoli vaginali. Dopo l’operazione ho iniziato ad avvertire presto i primi miglioramenti, nel giro di due mesi sono tornata in perfetta forma. E sono diventata istruttrice di yoga» conclude Elena.



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