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La sua diffusione grazie ai marinai

La storia del gatto

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Pubblicato il: 15-08-2017

Dalla Mesopotamia all'Egitto sino alla conquista del mondo con i romani, il pet e la sua vita avventurosa

La storia del gatto © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Grazie ad alcune ricerche recenti si è scoperto che gli antichi egizi hanno contribuito non poco alla diffusione dei felini domestici che derivano dal gatto africano. Amato in tutto il mondo, si pensava – sino a poco tempo fa – che questo animale fosse stato addomesticato in Egitto intorno al 2000 a.C. Moderne tecniche di analisi genetica utilizzate dagli esperti hanno invece evidenziato come il gatto sia stato addomesticato nel Vicino Oriente diecimila anni prima di Cristo. A testimonianza di ciò il felino ritrovato nel 2004 accanto a un sito umano di sepoltura a Cipro e che è stato datato dai ricercatori intorno al 7500 a.C.

È grazie all’agricoltura che il felino, che cacciava i topi, ha sviluppato un rapporto ottimo con l’uomo e in particolare con le donne. Secondo gli studi effettuati su un campione di 979 gatti da Carlos Driscoli si è risaliti alla probabile origine del gatto domestico nella regione della Mezzaluna Fertile, in Mesopotamia.

La popolarità del gatto presso gli egiziani si è diffusa notevolmente soprattutto verso quelle popolazioni che si spostavano sulle navi infestate dai topi. Da qui la sua diffusione in tutto il Mediterraneo.

Poi la diffusione oltre le Alpi con le conquiste romane e la sua diffusione è avvenuta grazie ai marinai, tanto che nel corso del Medioevo è diventato obbligatorio portare a bordo i gatti per cacciare i topi e questo ne ha comportato la diffusione in tutto il mondo



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