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Infarto in auto? Ecco cosa fare

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Pubblicato il: 05-05-2005

Attenzione alle bufale che circolano in rete su consigli di pronto soccorso: se vuoi sapere come comportarti in caso di malore in auto, leggi i consigli del cardiologo.

Sanihelp.it - Immagina di trovarti in auto nell’ora di punta, e nel bel mezzo del traffico impazzito avverti un improvviso dolore al petto…  
 
È una situazione nel quale nessuno si augurerebbe di trovarsi, ma è anche il contenuto di una simpatica animazione in PowerPoint che circola su Internet dal 1999 e che dà un semplice consiglio ai automobilisti malcapitati: in caso di infarto, nei pochi secondi di lucidità dopo che il cuore ha cessato di battere, basta un colpo di tosse per riavviare il muscolo cardiaco.  
 
L’idea verrebbe che da un articolo pubblicato sul numero 240 del Journal of General Hospital Rochester, ma in realtà si tratta di una bufala grande e grossa, smentita dalla stessa fonte dell’appello, che ha affermato che le informazioni citate non sono riscontrabili nella letteratura corrente e non sono approvate dal personale medico dell'ospedale.  
 
Il dottor Filippo Scalise, cardiologo interventista al Policlinico di Monza, ci spiega dov’è la trappola:  
 
«L'infarto non porta necessariamente all'arresto cardiaco, quindi la tecnica suggerita, se usata in caso di infarto senza arresto cardiaco, può essere molto pericolosa.  
La procedura è stata usata in casi isolati in cui le vittime si sono rese conto che stavano per incappare in un arresto cardiaco completo e sapevano come tossire per mantenere in circolazione una quantità di sangue arricchito di ossigeno sufficiente a impedire la perdita di coscienza, oppure agivano sotto il controllo di personale medico.  
 
Quindi questa procedura può effettivamente salvare la vita, ma se eseguita nel modo e nel momento corretto, altrimenti si rischia di peggiorare le cose. 
In ogni caso, credere che un’e-mail possa sostituire un addestramento medico sarebbe come affidarsi a un manuale di istruzioni per guidare un’automobile».  
 
Ma come è nata questa bufala? La situazione è chiarita dal mitico sito antibufala Snopes.com, che dichiara che la procedura, chiamata in inglese Cough CPR, potrebbe essere insegnata ai pazienti a rischio di attacco cardiaco: un medico polacco lo sta facendo da anni, ma i suoi risultati non sono stati confermati da fonte indipendente.  
 
Ma allora cosa si fa nella malaugurata ipotesi di malore? «Chiamare soccorso e masticare una o più aspirine», afferma il dottor Scalise.  
«L'aspirina, essendo un antiaggregante piastrinico, può impedire l'ingrossarsi di coaguli di sangue, e va masticata per facilitare la sua dispersione e assimilazione nello stomaco. 
 
Attenzione però: il numero di aspirine da masticare dipende dal contenuto di acido acetilsalicilico contenuto in ciascuna compressa, indicato sulla confezione. La dose consigliata per la profilassi e il trattamento dell'infarto acuto del miocardio è al massimo 330 mg al giorno, e questa dose è già raggiunta con una sola aspirina da 500 mg.  
 
Prendere un’aspirina è sicuramente meno spettacolare che salvarsi la vita con un colpo di tosse da fachiro indiano, ma vi assicuro che è assai più affidabile».


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Redazione Sanihelp.it

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