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Fruttosio? Sì, ma con moderazione

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Pubblicato il: 07-09-2017
Fruttosio? Sì, ma con moderazione © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - La sostituzione isocalorica (cioè a parità di calorie consumate) del glucosio o del saccarosio con il fruttosio non comporta rischi per le persone sane e normopeso, ma nemmeno per chi presenta alterazioni del metabolismo glucidico (o diabete conclamato) e per chi è sovrappeso o obeso. Fermo restando che l’apporto di questi zuccheri semplici deve essere moderato e non eccedere le raccomandazioni delle linee guida.

Il fruttosio è lo zucchero naturalmente presente nella frutta (in piccole quantità anche in altri vegetali) ed è uno dei due componenti dello zucchero da cucina (saccarosio), nel quale è legato al glucosio. Rispetto al glucosio e al saccarosio ha un indice glicemico ridotto: una caratteristica piuttosto favorevole sul piano nutrizionale.

Inoltre è più dolce: ciò consente, in teoria, di ottenere lo stesso potere dolcificante, utilizzando una quantità minore di zucchero aggiunto, quindi riducendo le calorie. Un’altra fonte è rappresentata dagli sciroppi prodotti dai cereali, utilizzati per dolcificare bevande e alimenti: sono lo sciroppo di glucosio-fruttosio e quello di fruttosio-glucosio, a seconda della percentuale di fruttosio, che può variare dal 5 al 50%. Nei cosiddetti HFCS (sciroppi di mais a elevato tenore di fruttosio), impiegati in alcuni soft-drinks, il fruttosio può addirittura raggiungere il 55-65%.

Quattro metanalisi pubblicate negli ultimi due anni smentiscono opinioni piuttosto diffuse non soltanto sul web, ma anche tra medici e nutrizionisti. I due lavori più recenti vengono dall’Università di Canberra. Gli autori australiani hanno rivisto e analizzato gli studi in cui il fruttosio sostituiva, a parità di calorie, glucosio e saccarosio, esaminandone gli effetti sulla glicemia e sui livelli ematici dei trigliceridi.

Alla luce dei nuovi dati, la sostituzione isoenergetica dell’apporto di glucosio o di saccarosio con il fruttosio va considerata sicura e priva di effetti metabolici sfavorevoli. La glicemia e l’insulinemia post-prandiali sono ridotte dopo una singola sostituzione di glucosio o di saccarosio con fruttosio, a parità di calorie. La glicemia a digiuno, dopo 4 settimane di sostituzione isoenergetica, è minimamente ridotta, mentre l’insulinemia a digiuno non subisce variazioni di rilievo. La sostituzione con fruttosio è positiva anche sul versante del peso e non ha alcun riflesso sulla concentrazione ematica dei trigliceridi.

Per quanto riguarda l’associazione tra consumo di fruttosio e rischio di gotta, la metanalisi dello Health Professionals Follow-up Study e del Nurses’ Health Study conferma le osservazioni, di un’associazione tra apporto di fruttosio e rischio di gotta, emerse in ricerche precedenti, anche se l’evidenza risulta meno chiara. Ma l’effetto del fruttosio sull’uricemia (che, se in eccesso, è la causa metabolica della gotta) si osserva solo se il fruttosio è aggiunto alla dieta (e non se sostituisce altri zuccheri semplici).

Quasi tutti gli effetti metabolici sfavorevoli attribuiti al fruttosio si osservano solamente in presenza di apporti del fruttosio stesso elevati o molto elevati (fino a oltre 200 g al giorno); le loro implicazioni pratiche sono quindi limitate.



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