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L'Italian food più consumato all'estero? Il vino

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Pubblicato il: 25-09-2017
L'Italian food più consumato all'estero? Il vino © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - È record storico per il Made in Italy alimentare all’estero, con una crescita del 7,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: è quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi a commercio estero nei primi 7 mesi del 2017, dopo che nel 2016 l’agroalimentare aveva raggiunto il massimo storico di 38,4 miliardi.

Se il trend sarà mantenuto, a fine anno saranno superati per la prima volta nella storia i 40 miliardi di euro di export agroalimentare, che è cresciuto sia nei Paesi dell’Unione (+5,1%), che in quelli fuori dell’Europa, dove ha messo a segno un incoraggiante +10,8%.

Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentare interessano i Paesi dell’Unione Europea, ma gli Stati Uniti sono di gran lunga il principale mercato dell’Italian food fuori dai confini dall’Unione e il terzo in termini generali dopo Germania e Francia e prima della Gran Bretagna.

Il prodotto agroalimentare italiano più esportato all’estero è il vino, seguito dall’ortofrutta fresca. L'andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare da una più efficace tutela nei confronti dell'agropirateria internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale.

All'estero sono falsi quasi 2 prodotti alimentari italiani su 3. In testa alla classifica ci sono i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina. Poi ci sono i salumi più prestigiosi dal Parma al San Daniele che spesso clonati, ma anche gli extravergini di oliva, le conserve.

A preoccupare sono gli effetti del Trattato di libero scambio con il  Canada (CETA) in corso di ratifica in Italia in cui per la prima volta nella storia l’Unione Europea si legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele.

Un accordo che colpisce anche il formaggio italiano più esportato nel mondo, il Parmigiano Reggiano, che potrà essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada con la traduzione di Parmesan. La svendita dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese, ma è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti, che sono autorizzati a chiedere le stesse concessioni ai concorrenti più insidiosi delle specialità Made in Italy all’estero.



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Coldiretti

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