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L'acqua aiuta a eliminarla

Tosse: a rischio i bambini che bevono poco

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Pubblicato il: 31-10-2017

Uno studio rivela che più del 60% dei bambini non beve abbastanza: questi piccoli soffrono di più di tosse rispetto a quelli ben idratati. I consigli degli esperti.

Tosse: a rischio i bambini che bevono poco © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Cinque milioni di visite all’anno: secondo i dati delle ultime ricerche, la tosse persistente ha un’incidenza del 10%. I più colpiti sono i bambini che, sino agli 8/10 anni, hanno un sistema immunitario ancora incompleto, quindi più esposto alle infezioni. 

Secondo quanto emerge da un recente studio realizzato dall’AIST, Associazione Italiana per lo Studio della Tosse, i bambini che bevono poco soffrono di tosse il doppio di quelli che invece seguono questa buona abitudine. Lo studio - condotto su 400 ragazzi di età compresa fra 6 e 14 anni di una Scuola di Bologna - ha confermato che i bambini italiani bevono poco: oltre il 60% è risultato disidratato, sia perché poco sensibili allo stimolo della sete, sia perché non sono stati educati a farlo. 

Anche la tosse è risultata essere un sintomo frequente, interessando il 90% degli scolari fra i 6 e i 14 anni. Mettendo in relazione i dati, è emerso che i bambini che bevono poco vanno incontro a episodi di tosse più frequenti e di maggior durata (il 90% bambini disidratati si ammala di tosse nel corso dell’anno contro il 52% dei normo idratatati). Una corretta idratazione ha dimostrato di avere un effetto positivo anche sui bimbi che soffrono di asma, consentendo loro di avere meno episodi acuti (7% bimbi ben idratati VS 26% disidratati).

Una buona idratazione, secondo i ricercatori, contribuisce a mantenere sano tutto l’apparato respiratorio proteggendone l’epitelio e favorendo l’attivazione dei naturali meccanismi di difesa (attività mucociliare) che facilitano l’eliminazione del muco.

Un altro elemento a supporto dei rapporti fra apporto idrico, stato di idratazione e problematiche respiratorie arriva dal fatto che quando l’organismo è disidratato aumenta la produzione di istamina, sostanza che favorisce l’insorgenza di reazioni allergiche/asmatiche. L’istamina, infatti, induce broncocostrizione, interferisce con il sistema immunitario e interviene nella regolazione dell’acqua nell'organismo. Ecco perché i problemi respiratori quali asma, allergie, infiammazioni tracheo-bronchiali e tosse possono essere indotti, facilitati e aggravati dalla disidratazione.

La disidratazione si instaura quando il bilancio idrico, ovvero la differenza tra acqua assunta e l’acqua persa, è negativo. Nel bambino la disidratazione determina in prima istanza una riduzione del rendimento psicofisico fino ad arrivare a deficit di attenzione e di memoria a breve termine, che possono influenzare negativamente il rendimento scolastico.

Se per i primi 6 mesi di vita l’allattamento al seno soddisfa le necessità idriche del neonato, il fabbisogno nelle età successive è, dai 6 mesi ai 3 anni 600-900 ml/die, in età scolare fino a circa 1100 ml/die, in età adolescenziale 1500-2000 ml/die. Il corpo umano non immagazzina l'acqua. Quindi la quantità che si perde ogni giorno deve essere ripristinata per garantire il corretto funzionamento del corpo.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
20 Congresso Nazionale sulle Malattie Respiratorie, Osservatorio Sanpellegrino

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